Canoni acqua, il Comune si arrende agli evasori

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Canoni acqua: il Comune sceglie la strada dell’autotutela e avvia un procedimento di discarico amministrativo per gli anni che vanno dal 1987 al 1992. Milioni di euro che di fatto non verranno mai più incassati, perché scaduti. Una resa incondizionata, da più parti e da lungo tempo sollecitata.

Un’operazione di pulizia contabile avviata durante il periodo commissariale che però si era fermata. Ora, il settore programmazione e risorse, guidato da Costantino Sessa, attraverso una specifica determina ha inteso continuare lungo quella strada nel tentativo di fare massima chiarezza. 

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I cittadini che non hanno mai pagato per il servizio idrico relativo a quelle annualitá possono tirare un definitivo sospiro di sollievo in quanto più nulla verrá richiesto. Il provvedimento riguarda non solo i circa ottomila nuclei familiari, ma anche le attivitá commerciali ed industriali.

In sostanza, l’amministrazione ha preso atto dell’impossibilitá di recuperare quel denaro ormai andato prescritto. Dall’emissione delle bollette idriche oggetto del provvedimento, infatti, sono trascorsi dai 20 ai 25 anni. Un periodo molto più ampio di quello dettato dalle norme rispetto alla prescrizione dei crediti. 

Denaro ormai inesigibile che almeno per un decennio è andato a formare il monte dei residui attivi puntualmente riportati in bilancio tra le potenziali entrate. Un artifizio contabile resosi necessario per garantire il formale equilibrio di bilancio. Ora, la contabilitá dell’ente si avvia ad una maggiore linearitá che dovrebbe indurre l’amministrazione a rivedere anche le uscite.

Infatti, le poste contabili sono direttamente connesse non potendo spendere se non attraverso una copertura data da entrate certe ed esigibili. La scrematura di questi crediti potrebbe presto riguardare anche altre imposte comunali o comunque voci di entrata che da tempo sono scadute. 

Sullo sfondo la necessitá di garantire un bilancio quanto più veritiero possibile per evitare richiami da parte della magistratura contabile che giá un paio di anni fa con una propria relazione aveva sottolineato gravi incongruenze nei bilanci cittadini. Un campanello d’allarme che a quanto sembra ha allertato gli amministratori angresi.

Da qui l’adozione di questo provvedimento teso a fare chiarezza mettendo mano a milioni di crediti che il comune di Angri non incasserá mai più.   Pippo Della Corte

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