Appalto mensa scolastica, il convitato di pietra

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 “Indovina chi viene a …mensa” e “Le mani sulla…mensa” o , se preferite, “ Aggiungi un posto a…mensa che c’è un amico in più”, sono i titoli (ritoccati) di due ottimi film e di un famoso musical che ritornano in mente nel leggere l’articolata, approfondita e sorprendente inchiesta che i redattori di ANGRI ’80 hanno svolto, in particolare, sull’ultimo “Bando di gara per la fornitura di pasti alle mense scolastiche”.

Per completare l’inchiesta ci sarebbe bisogno, però, di un ultimo tassello: se c’è, il nome del convitato di pietra ( alla mensa scolastica), il nome di colui o di coloro che, pur essendo, ufficialmente, assenti nei documenti che abbiamo esaminato, avrebbero “ suggerito”, attraverso una costante ed autorevole presenza, le tante ed ingiustificate modifiche man mano apportate al Capitolato ed al disciplinare di gara.

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Certo, è una supposizione, ma essa nasce dal fatto che conosciamo da anni i capisettori competenti, i loro funzionari, gli altri loro collaboratori e siamo sicuri della loro onestà e della loro professionalità; per questo motivo, non possiamo credere che, autonomamente e all’insaputa degli Amministratori, abbiano potuto prendere numerose e rilevanti decisioni, a danno dell’interesse pubblico.

Questa convinzione viene, del resto, suffragata dall’analisi di quanto accaduto in quest’anno e mezzo di amministrazione Mauri, con particolare riguardo all’illegittimità conclamata di varie delibere e procedure avviate oppure ai rapporti burrascosi (concretizzatisi anche in denunce, ricorsi e querele) con il Comando dei VV.UU., con alcuni (ex)capisettori, con i consiglieri di minoranza e, finanche, con i consiglieri dissidenti della maggioranza. L’inchiesta che presentiamo su questo numero, per certi versi, chiude il cerchio e conferma la china pericolosa ( per loro e per Angri) su cui si sono incamminati il Sindaco ed i componenti del suo “ Cerchio magico “.

Questa volta i politici più autonomi e giuridicamente esperti presenti in Giunta ( penso al Vice Sindaco e ad alcuni Assessori) e nella maggioranza ( il dott. Galasso, gli Avv. Manzo e Selvino), lo stesso Segretario dell’Udc di Angri, dott. Lello Alfano, i Consiglieri di minoranza e i dissidenti dalla maggioranza, i dirigenti dei partiti di opposizione, le Associazioni, gli organi di informazione e la società civile non possono girarsi dall’altra parte o far finta di non leggere ANGRI ’80: tutti hanno il dovere di chiedere al Sindaco di fare chiarezza e pronunciarsi sulle scelte via via operate nella predisposizione di questo scellerato Bando; tutti devono garantire la massima vigilanza e, se i risultati dell’inchiesta dovessero essere confermati, chiedere che si faccia una immediata pulizia, per evitare che il virus possa diffondersi e si possa creare un “ sistema”, che sarebbe, poi, mortale per la legalità e la vita democratica di questo paese.

Infine, prima di concludere, sento il bisogno di fare una doverosa autocritica, in merito a quanto avevo sostenuto tre anni fa, allorché venne sfiduciato il Sindaco Mazzola; in quell’occasione criticai chi aveva sottoscritto la mozione di sfiducia e non si era preoccupato di lasciare ( per l’ennesima volta in pochi anni e per un lunghissimo periodo) Angri nelle mani di un Commissario. Ribadii, infatti, all’epoca, una mia profonda convizione: “ Per un Comune é preferibile avere in carica il peggiore dei Sindaci, piuttosto che il migliore dei Commissari prefettizi”.

I risultati dell’inchiesta di ANGRI ‘80 dimostrano, invece, che ciò non è sempre vero e che gli atti posti in essere da un Commissario oltre ad essere, in genere, più rispettosi delle norme vigenti, si preoccupano, a volte, di salvaguardare gli interessi della comunità locale di più, e meglio, delle Amministrazioni da essa elette. Luigi D’Antuono (Angri '80)

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