“La Doria” sbatte la porta e lascia Confindustria

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La Doria, unica azienda meridionale quotata a Piazza Affari, lascia Confindustria. Per l’esattezza lascia Confindustria Salerno, l’associazione territoriale del quartier generale della società e di tre dei suoi cinque stabilimenti (gli altri sono nel ravennate e nel potentino).

Una lettera firmata dall’amministratore delegato Antonio Ferraioli è stata recapitata al commissario straordinario dell’associazione imprenditoriale Sossio Pezzullo che ha informato il comitato dei garanti. La lettera ha toni particolarmente duri e nasce dalle vicende collegate all’inibizione per cinque anni dalle cariche elettive del presidente uscente di Confindustria Salerno, Agostino Gallozzi, e del vicepresidente della Camera di commercio, Antonio Ilardi (già vicepresidente di Gallozzi), in merito alla gestione delle trattative per l’elezione dei nuovi organismi dirigenti dell’ente camerale salernitano.

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L’uscita di Ferraioli (La Doria è un colosso nell’industria conserviera da 443 milioni di euro con un risultato netto di 13,8 milioni nel 2010 e proiezioni, nonostante la crisi, positive su tutto il 2011) è un’altra tegola sull’associazione imprenditoriale salernitana che sta attraversando un periodo di contrasti e lacerazioni incapace di dare, in via ordinaria, una successione alla presidenza Gallozzi sfociato nell’azzeramento di tutte le rappresentanze e nella nomina da parte di Confindustria di un commissario accompagnato da un comitato di garanti.

Fu proprio Ferraioli a candidarsi lo scorso anno per prendere il timone dell’associazione ma la sua candidatura non ottenne il quorum minimo (20 per cento) per essere sottoposta alla votazione della giunta. Ma il manager de La Doria respinge una lettura che mette in relazione la mancata elezione con l’uscita da Confindustria Salerno.

Ferraioli precisa pure che la sua è una posizione esclusivamente salernitana perché il gruppo resterà regolarmente iscritto nelle associazioni di categoria e in Confindustria Ravenna (a Faenza vi è uno stabilimento de La Doria) anche se «il livello nazionale ha gestito male e non ha saputo porre rimedio. E quando lo ha fatto ha preso una direzione sbagliata».

Ma conclude Ferraioli: «Giavazzi sbaglia a dire che Confindustria non serve: serve se migliora la sua azione, se è capace di essere più leggera». Cosa che non è a Salerno e La Doria ha sbattuto la porta.   gianni molinari (fonte:ilmattino)

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