Asta deserta per la vendita di un immobile cittadino

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Primo flop relativo alla vendita dei beni immobili comunali. Partito molto male, quindi, il piano di alienazioni 2011. E' andata, infatti, deserta l'asta con cui l'amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Mauri intendeva vendere un'abitazione posta nel centro storico in via Concilio, cortile Alfano. La casa ha una superfice utile abitativa pari a 163 mq, una non residenziale di 10,14 mq ed una superficie scoperta in comune pari a 78,11 mq. Il prezzo a basa d'sata era pari a 150mila euro.

Una cifra non proibitiva che comunque non ha sollecitato i potenziali acquirenti. Un segnale negativo che potrebbe mettere in discussione la strategia economica di Palazzo di Città che dalla vendita delle proprietà non funzionali allo svolgimento delle proprie attività istituzionali intende recuperare danaro, visto i continui flussi di spesa.

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Nel tentativo comunque di fare cassa per dare ossigeno alle asfittiche finanze locali si potrebbe dare vita ad una trattativa privata. In sostanza il prezzo potrebbe ulteriormente scendere con una relativa svendita dell'immobile.

Un'alternativa che andrebbe però in una direzione opposta alle intenzioni iniziali della giunta. E' scritto, infatti, in una recente delibera, a firma dell'assessore al bilancio Giacomo Sorrentino, che si dispone che "l'alienazione di cui trattasi sia eslpetata mediante l'applicazione della procedura negoziata per il prezzo che sarà considerato equo in sede di trattativa fatto salvo la facoltà di non procedere all'alienzaione".

In poche parole non si svolgerà più un'asta pubblica e trasparente ma la vendita potrebbe avvenire intavolando una trattiva tra il Comune e gli eventuali acquirenti. Ovviamente in quella sede verrà stabilito il prezzo che potrebbe anche diminuire in maniera consistente.

Stessa sorte potrebbe toccare agli altri beni che dovranno essere venduti e presenti in un apposito elenco, mettendo così in crisi il piano stesso. In sostanza, gli interessati potrebbero non partecipare alle aste facendole andare deserte per poi dare vita in sede separata alla trattaiva che ovviamente godrà di una maggiore discrezionalità da parte del Comune.

Per i privati anche un modo utile nel riuscire ad accappararsi dei beni pubblici ad un prezzo più conveniente. L'asta andata deserta rappresenta quindi un campanello d'allarme anche per la tenuta dei conti pubblici.   Pippo Della Corte

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