Crisi politica, arriva la “stampella” per la maggioranza?

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Il sole, il mare e le spiagge affollate sarebbero dovute servire a placare i sentimenti di ostilità dei diversi schieramenti politici ed invece, non c’è stato neppure il tempo di chiudere gli ombrelloni che all’ombra del castello Doria sono cominciate le prime schermaglie.

Una tempistica poco congeniale agli uomini politici che di solito preferiscono cominciare la “resa dei conti” con un clima più mite.

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Appare evidente che la fretta e l’urgenza con cui i quattro dissidenti hanno presentato il documento che li rende indipendenti dalla maggioranza nasconda motivazioni serie.

Le beghe all’interno della maggioranza ormai si trascinano da tempo e il documento redatto dai “quattro” era atteso negli ambienti già prima dell’estate, considerata la frattura esistente nella compagine che ha sostenuto alle passate elezioni il sindaco Mauri.

Con la presa di posizione dei dissenzienti il quadro politico è chiaro anche agli occhi dei profani della politica. Il primo cittadino, aritmeticamente e politicamente, può avvalersi dell’appoggio di nove fedelissimi consiglieri (D'Auria Domenico, De Simone Marco, Galasso Giuseppe, Grimaldi Vincenzo, Manzo Bonaventura, Milo Alberto, Russo Pasquale, Scoppa Alfonso e Selvino Daniele) che da anni seguono il loro leader.

Numeri alla mano la maggioranza nel civico consesso non c’è! Nove consiglieri più il sindaco per le forze di governo, undici i consiglieri all’opposizione.

In politica, però, non sempre i numeri hanno una giusta disposizione, pur rivestendo importanza notevole. Non sempre la collocazione nei banchi dell’opposizione corrisponde ad un effettiva avversione e contrapposizione a chi guida la città. Come dire: “una botta al cerchio e l’altra alla botte…” per rendere meglio l’idea.

Pronti via, nell’ambiente doriano è partito il “toto-stampella”, ovvero, chi sarà o chi saranno i consiglieri di opposizione a caldeggiare l’azione politica e amministrativa di un sindaco che, conti alla mano, non possiede più i numeri per governare???

Il partito democratico non ha perso tempo sgombrando il campo da possibili “inciuci” con le parole del capogruppo Ferraioli che ha precisato di restare all’opposizione. In casa Pdl qualche nuvola comincia ad addensarsi sulla solidità del gruppo legato ad Antonio Squillante.

La voglia di emergere di rampolli e qualche “sturcio” di troppo di neofiti della politica, stanno contribuendo a sfibrare un gruppo che proclama stabilità ma nei fatti vacilla. Mauri potrebbe, dunque, trovare terreno fertile nelle forze di centro destra ottenendo un duplice effetto: irrobustire la sua compagine e fare uno “sgarro” al tandem Cirielli-Squillante.

Conoscendo i politici di casa nostra sarebbe vano attendersi un cambio di casacca alla luce del sole, in politica è decisamente meglio lavorare sottotraccia assicurando sostegno velato al governatore di turno in cambio magari di qualche incarico o consulenza da affidare “agli amici degli amici”.

La politica clientelare continua ad essere il punto di forza e nella cittadina doriana il “do ut des” (io do affinché tu dia) ha animato la carriera di molteplici anime.  Luigi d’Antuono

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