I vigili hanno denunciato il sindaco Mauri

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La polizia locale cittadina ha scritto alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore chiamando in causa il sindaco Pasquale Mauri. L’esposto di tre pagine, raccolto dalla polizia di stato, è firmato dal capitano Tommaso Paolillo, all’epoca dei fatti reggente del comando.

Con lui hanno firmato e gli agenti Dionisio, Annarumma, Apicella, Nocera, Galasso, Ciampi, Capone, Del Sorbo, Fabbrocini. All’atto sono state allegate le relazioni di servizio. Da quanto si apprende dalla lettura dell’informativa tutto è partito da una contravvenzione elevata ai danni dell’auto del primo cittadino durante i festeggiamenti del patrono San Giovanni Battista.

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La multa e una foto, presumibilmente della stessa auto, avrebbero però mandato su tutte le furie il sindaco che, secondo quanto riportato, avrebbe anche pubblicamente offeso i verbalizzanti, facendo poi una ispezione all’interno del comando oggi retto dal tenente Anna Galasso. Tutto sarebbe avvenuto tra l’una e l’una e trenta di notte del quattro luglio scorso.

E’ scritto: «Gli agenti Annarumma Carlo e Dionisio Salvatore impegnati in occasione della manifestazione religiosa venivano avvicinati dal sindaco, il quale nella circostanza proferiva all’indirizzo dei predetti le testuali parole: "Mi risulta che è stata scattata una foto alla mia vettura in sosta sul marciapiede e che questa sia stata esposta in comando… voi siete degli ominicchi, degli uomini di merda, domani mattina vengo al comando e vi faccio ballare il tango"». 

Il sindaco, poi, in compagnia dell’assessore Annamaria Russo e dei consiglieri Marco De Simone e Domenico D’Auria, avrebbe chiesto spiegazioni al capitano Paolillo che avrebbe risposto di essere all’oscuro della vicenda e «che se effettivamente era stata accertata siffatta violazione, indipendentemente dal proprietario della vettura, si sarebbe dovuto contestare la prescritta violazione alla norma del codice della strada».

Il sindaco si sarebbe poi recato presso il comando dei vigili per ispezionare le stanze «con l’evidente intenzione di individuare la fotografia oggetto delle doglianze» e che «tale sua ricerca sortiva nelle circostanze esito negativo». 

In questo frangente, alla presenza del capo ufficio e di numerosi colleghi, «l’agente Ciampi Leonilde, nell’accedere nella stanza adibita a spogliatoio del personale, veniva seguita dal solo sindaco e resasi conto che il Mauri stava accedendo in siffatto luogo lo invitava ad uscire dallo stesso atteso che ivi doveva cambiarsi d’abito per recarsi con urgenza presso la propria abitazione», ma «il sindaco le riferiva testualmente: "io sono il sindaco ed entro ed esco quando voglio!"».

La foto affissa nella bacheca della sala radio «in bianco e nero e stampata su carta semplice formato A4, sarebbe stata vista dagli agenti ma non associata alla persona del sindaco trattandosi di fotografia di scarsa qualitá di una vettura ripresa da tergo a cui non era associato alcun nominativo di proprietario».   Pippo Della Corte

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