Avvocati e “parcelle d’oro”: annullate due delibere

0

Marcia indietro da parte dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Pasquale Mauri e amaro in bocca per due avvocati cittadini. Sono state, infatti, annullate due delibere di giunta di circa un anno fa con cui veniva stabilita la possibilità di liquidare le "parcelle d'oro" dei due professionisti. In totale gli avvocati beneificiari erano quattro, ma per due si sono verificati problemi.

La questione aveva sollevato diverse perplessità e polemiche. Sia la giunta, che il consiglio si erano però espressi farvorevolmente inquadrando contabilmente gli importi come debiti fuori bilancio.

-Ads-

Un parere contrario della sezione regionale della Corte dei Conti ha evidentemente allertato la maggioranza invitandola ad adottare maggiore prudenza per evitare eventuali responsabilità erariali. Da qui i nuovi provvediemnti con cui Palazzo di Città ha inteso rivedere la proprie decisioni. I legali durante gli anni scorsi hanno difeso in alcuni procedimenti penali due funzionari comunali ed un ex sindaco.

Le delibere con cui l'amministrazione ha annullato i precedenti atti sono la n.227 e la n.228. Gli avvocati chiamati in causa sono Giovanni Longobardo a favore del quale l'Ente aveva inteso pagare 400mila euro e Michele D'Antonio la cui parcella era pari a 46mila495 euro. Ad esprimere parere contrario anche il settore avvocatura civica retto da Antonio Pentangelo.

Tra l'Ente e i due avvocati erano intercorsi anche alcuni accordi transattivi finalizzati al saldo di quanto richiesto.

Una sorta di piano di rientro rateizzato. Tutto però è stato nuovamente messo in discussione in quanto gli avvocati "non sono creditori di nessun importo al titolo indicato in detta transazione e che l'assenza di documentazione a sostegno delle dichiarazioni nella stessa rese non consente di effettuare la pur necessaria ponderata istruttoria nonchè ogni possibile valutazione economica della prestazione professionale se svolta nei confronti degli imputati", è scritto.

Insomma, i due professionisti potrebbero non ottenere da parte del Comune quanto richiesto dovendo eventualmente fatturare gli importi direttamnte ai propri assistiti, assolti al termine del processo.

Non sarebbero esclusi ricorsi al Tar visto che le delibere, approvate anche dal consiglio comunale, hanno comunque reso esecutivo il provvedimento transattivo. Un nuovo fronte di contenzioso potrebbe quindi aprirsi. Sullo sfondo centinaia di migliaia di euro. Pippo Della Corte

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here