Dissidenti prendono le distanze dalla maggioranza

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Francesco Rossi – Una variazione di bilancio da circa 600mila euro e la presa di distanza dalla maggioranza dei consiglieri comunali dissidenti Testa, Sorrentino, Fiorello e Conte, che si dichiarano “indipendenti” ed “autonomi”, assottigliando le file dell’Amministrazione Mauri.

Succede di tutto ad Angri nel consiglio comunale di lunedì sera, che va in scena poche ore dopo l’ordinanza del Consiglio di Stato, che dispone il subentro in consiglio del ricorrente Pasquale Annarumma al posto di Antonio Mainardi (che sarà probabilmente ratificato nella prossima seduta).

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A sollevare la prima grana di serata ci pensa il capogruppo del Pd, Cosimo Ferraioli, che nell’aprire la discussione sulla variazione di bilancio, sottolinea come la relazione sia priva “delle relazioni dei responsabili dei singoli settori”.

E snocciola i dati delle maggiori spese preventivate dalla variazione: 23150 euro in più per spese di comunicazione televisiva, 90mila euro in più per spese postali (tra debiti alle Poste italiane e poste private) e 127mila euro per affidi di minori da parte del Tribunale.

E sull’affidamento alle poste private, Ferraioli ritiene l’atto di indirizzo della Giunta illegittimo e preannuncia il suo invio in Prefettura ed alla Presidenza della Repubblica.

Dal canto suo, Testa a nome dei quattro dissidenti di maggioranza preannuncia l’astensione sulla votazione in quanto “il parere sul Patto di stabilità a margine di queste variazioni al bilancio è presente nella relazione del caposettore alle finanze, ma non in quella dei revisori dei conti”.

Dagli interventi di Ferraioli e Testa scaturisce una discussione di natura politica, con il sindaco Pasquale Mauri che invita ciascuno dei dissidenti a pronunciarsi sulla loro adesione o meno alla maggioranza. I quattro ribadiscono di voler continuare ad agire “da indipendenti ed in piena autonomia”, mentre Gianluca Giordano (Pdl) e l’indipendente Marcello Ferrara illustrano il loro ruolo di “opposizione costruttiva”, contrassegnato da proposte ed eventuali critiche all’operato dell’Amministrazione.

Ed al momento del voto, Giordano ribadisce il suo ruolo di opposizione, votando contro insieme a Ferraioli, e Ferrara a favore così come da alcuni mesi a questa parte, confermando nei fatti di essere l’undicesimo voto indispensabile per la maggioranza Mauri (comprendendo negli undici anche il voto del sindaco stesso e quello di Bonaventura Manzo, eletto con il candidato sindaco Gianfranco D’Antonio, divenuto vicesindaco con un accordo politico).

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