Cala, cala Trinchetto…

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Riceviamo e pubblichiamo – Gentile Direttore, ti ringrazio dello spazio offertomi per rispondere al sig. Gianluigi Esposito; in verità, non volevo approfittarne, ma lo spirito giovanile che è in me ha avuto il sopravvento ( a proposito, a che età non ci si può più autodefinire giovani ?).

La lettera da te pubblicata non mi ha sorpreso, perché già sabato scorso il sig. Esposito mi aveva virulentemente attaccato in Piazza Doria, per poi concludere con una frase tipica dei veri uomini di c..ultura: “ Te la farò pagare!”. Che cosa dovrei pagare ancor oggi non l’ho capito, visto che il sig. Esposito “ Si bagna, senza che sia piovuto” e, per la serie “ Chi la fa, la pensa!”, elabora un subdolo e delirante teorema che non ha alcun concreto riscontro. Infatti, la pura e semplice verità è che io nella mia ennesima(la n. 11), documentata e articolata lettera aperta al Sindaco ho, tra l’altro, criticato l’Amministrazione perché da qualche tempo ha cambiato modo di elargire i contributi, rendendolo meno trasparente.

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Come sempre ( basta leggere i miei articoli) ho documentato la mia critica; nella fattispecie, indicando data e delibera di inizio della novità. Non posso neppure essere accusato di aver svelato un segreto, visto che i manifesti di Avanteatro recavano tutti correttamente anche il logo del Comune di Angri, insieme a quello degli altri sponsor, e che il sig. Esposito, nel suo pubblico ringraziamento, aveva citato anche il Sindaco Mauri. Dov’è il complotto? Potrei anche terminare qui, ma, visto che ci sono, sento il diritto-dovere di fare alcune precisazioni a chi non si rende conto che parlare è una cosa e scrivere è un’altra: “ Verba volant, scripta manent”; che viviamo in un paese medio piccolo dove tutti, o quasi tutti, si conoscono e conoscono tutto ( o quasi) di tutti, che tutti ad Angri sanno che il sottoscritto, presunto colpevole di lesa Maestà ( verso chi, nei toni e nei modi, non ha nulla di regale), ha fatto dell’impegno civile nelle sue varie articolazioni (professionale, sociale, sindacale, culturale, politico, giornalistico) una scelta permanente di vita, tra l’altro, ricca di soddisfazioni ad Angri, ma, anche e soprattutto, lontano da Angri ( altro che eterno sconfitto!).

Nel merito: 1) non svolgo impropriamente il ruolo di giornalista: sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1986 e ad Angri solo il prof. Emilio Vanacore ha una anzianità maggiore della mia; quanto alla mancanza di serietà ed onestà intellettuale, se fosse vero non saremmo ancora oggi, personalmente e come ANGRI ’80, stimati dagli angresi e mai destinatari di querele; 2) il mio disinteressato impegno politico lo rivendico tutto: da quando nel 1975 (e non era certo l’inizio) mi candidai per la prima volta in Consiglio comunale nella lista di Democrazia Proletaria ( nonostante lavorassi già da alcuni mesi a Como), all’anno scorso quando ho dato il mio contributo al PD con una candidatura di servizio, nonostante i miei gravosi impegni di lavoro, raccogliendo oltre centocinquanta preferenze e risultando il secondo dei non eletti, dopo aver potuto prendere un solo giorno di ferie ( a proposito, dov’erano nell’occasione il sig. Esposito e gli altri dirigenti di professione? In fuga, per paura del Tribunale del popolo elettore!); 3) non posso essere in guerra con l’attuale direttivo del Pd, che, al momento in cui ho rinunciato a farne parte, ancora non era stato eletto.

Perché il sig. Esposito non dice il motivo del mio rifiuto?: avevo chiesto che la composizione venisse fatta non solo, e non tanto, in rapporto alle tessere in mano a lor signori, ma coinvolgendo anche i candidati alle elezioni, coloro, cioè, che ci avevano messo faccia e impegno personale; 4) come posso sentirmi scavalcato e superato da “giovani” dirigenti, incapaci di assumere la benché minima iniziativa politica e privi assolutamente di autorevolezza, i quali se facessero il bilancio del periodo che è intercorso da quando sono entrati nel partito ad oggi, dovrebbero avere l’onestà mentale di dichiarare fallimento?; 5) non ho mai firmato atti di elargizione di contributi al Centro Iniziative Culturali, anche perché, in quelli che il Sindaco Mauri chiama “ anni bui”, i contributi venivano dati dai funzionari in base ad un regolamento, mi sembra, tuttora vigente, e sulla base dell’attività svolta nell’anno solare; 6) come si fa a ipotizzare un complotto giornalistico per la sola citazione di una delibera?

Potrei anche indicare la patologia di riferimento, ma non vorrei sbagliarmi, magari per difetto! Comunque, Berlusconi, sempre meno sorridente, ormai si lamenta solo dei complotti giudiziari, per cui la citazione è sbagliata e fuori luogo, come é altrettanto oggettivamente fuori luogo (soprattutto se fatta da un dirigente del Pd) la battuta sulla mia altezza, unica cosa in comune (solo quella, per mia fortuna) con Berlusconi. Al sig. Esposito, neo adulatore del Cavaliere e, nello stesso tempo, truce guerriero che spara, a raffica, giudizi apodittici sul sottoscritto, rispondo come risposi, alcuni anni fa, ad un altro politico angrese, citando una frase detta a mio padre dal dott. Pasquale Raiola, dirigente prima del nostro Comune e poi della Regione Campania: “ Gli uomini si misurano dalla testa ai piedi e non dai piedi alla testa!”; 7) Non posso, infine, nascondere che la lettura della lettera, farneticante e, comunque, sopra le righe in tutte le sue parti, del sig. Esposito mi ha fatto venire in mente un cartone animato, trasmesso da Carosello alla fine degli anni 60, il quale aveva come protagonista Capitan Trinchetto, che amava raccontare, con iperboliche esagerazioni, episodi della sua vita di marinaio. Alla fine di ogni puntata, immancabilmente, una voce fuori campo lo invitava a ridimensionarsi, dicendo: “Cala, cala Trinchetto!”. Ancora grazie per l’ospitalità. Luigi D’Antuono

P.S. Dimenticavo: non mi sembra che il Sindaco Postiglione abbia ricevuto danni dal mio impegno politico e amministrativo al suo fianco; anzi…. Nonostante la “giovane” età, la memoria, poi, fa commettere un grosso errore al sig. Esposito: non sono stato “perennemente” il Vice di Postiglione, Sindaco per circa 9 anni; ho ricoperto tale carica per soli sei/sette mesi, dopo le elezioni del 1999,e poi mi sono dimesso per sopraggiunti motivi di lavoro ( altrettanto feci, però, per motivi politici, ad inizio 2007, col Sindaco La Mura). Dimissioni, una parola sconosciuta ai “giovani” politici di oggi.

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