Traffico e rumori, protestano gli abitanti di corso Vittorio Emanuele

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“Non vogliamo promesse ma fatti concreti perché la situazione è insostenbile!”. Il grido di protesta si leva dagli abitanti dell’ultimo tratto di corso Vittorio Emanuele che invocano un immediato intervento risolutore da parte del governo cittadino per mettere fine ad una serie di disagi che investono la zona che si estende dalla stazione ferroviaria fino all’incrocio con la Statale 18.

I residenti lamentano l’assenza di agenti di polizia locale necessari per regolare il traffico di mezzi pesanti che oltre a rendere difficili le manovre per gli automobilisti contribuiscono a paralizzare il traffico e a sollecitare gli edifici adiacenti alla strada.

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La situazione di disagio si acuisce ogni anno con l’inizio della campagna di lavorazione dei pomodori che fa confluire sull’arteria numerosi tir che entrano ed escono dalla città sfruttando questo tratto di strada.

“Basta, siamo decisamente stufi di dover combattere – annuncia la signora Lucia – ogni anno con i soliti problemi, stare in casa e sentir traballare il pavimento per decine di volte al giorno non aiuta sicuramente a vivere in serenità”. Gli abitanti sono orientati a realizzare energiche forme di proteste.

“Invochiamo l’intervento del sindaco e degli assessori al ramo – commentano i cittadini – perché siamo stufi di sentir parlare di opere grandiose quando poi si lascia un’intera zona in balìa dei camion che imperversano in un tratto della città già costretto a fare i conti con altri tipi di problemi”. “Non siamo cittadini di serie B, paghiamo le tasse e oltre ai doveri intendiamo far valere i nostri diritti nelle sedi di competenza”.

Oltre a dover fronteggiare il problema del traffico pesante, i residenti, nel corso del periodo estivo, devono fare i conti con i fastidiosi rumori provenienti dalle vicine industrie conserviere che oltre ad emettere olezzi pochi gradevoli sviluppano frastuoni seccanti.

Già da diverso tempo è in atto un braccio di ferro tra un’azienda della zona e un gruppo di cittadini che si è rivolto alla magistratura alla ricerca di una soluzione in grado di consentire alle famiglie di poter vivere quietamente. Una contesa approdata nelle aule giudiziarie e per la quale si prospettano tempi brevi per giungere ad un esito definitivo. “Inquinamento ambientale, traffico e inquinamento acustico, tutto questo potrebbe bastare per attivare forme di proteste plateali – spiegano gli abitanti – però, prima di intraprendere iniziative del genere vogliamo percorrere la strada della legalità”.

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