Debiti fuori bilancio, alt della Corte dei Conti al governo cittadino

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E’ passata stranamente in sordina una richiesta di parere alla Corte dei Conti da parte dell’amministrazione del Comune di Angri, a seguito del parere sfavorevole rilasciato dal collegio dei revisori dei conti presieduto da Alfonso Raiola e composto da Emilio Atorino e da Giovanni Coppola.

La richiamata richiesta ha per oggetto un ben noto accordo transattivo tra l’avvocato Giovanni Longobardi ed il Comune di Angri, in merito ai compensi spettanti per incarichi per la rappresentanza e difesa in giudizio nei giudizi penali a carico di un funzionario e dell’ex sindaco.

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Uno dei problemi della vicenda riguarda la possibilità di configurare tale spesa per le casse comunali quale debito fuori bilancio. Il collegio dei revisori dei conti dell’ente di Piazza Crocifisso ha espresso parere sfavorevole a tale ipotesi, ovvero al riconoscimento del debito da parte del Consiglio Comunale, muovendo l’argomentazione che esso non rientri nella tassativa fattispecie prevista dall’art.194, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 267/2000.

Lucia Celotto, segretario generale presso il comune di Angri, ha comunque ritenuto opportuno formulare un quesito alla corte in questione. “…Si chiede di sapere se la fattispecie esposta – si legge nella richiesta contenuta nel parere n.188/2011- riguardante debiti derivanti da incarichi legali o rimborsi per spese legali per difesa di dipendenti e di amministratori assolti, con assenza di impegno spesa o con impegno di spesa parziale, ed esattamente determinati in un atto di transazione sottoscritto con gli aventi diritto, sia qualificabile come debito fuori bilancio e quindi essere oggetto di riconoscimento da parte del consiglio comunale.”

Con deliberazione adottata nell’adunanza del 15 marzo 2011 la Corte dei Conti- sezione regionale di controllo per la Campania ha sostanzialmente avallato quanto sostenuto dal collegio angrese dei revisori dei conti. “…deve, dunque escludersi la riconducibilità dell’obbligazione nascente da un atto transattivo alla nozione di debito fuori bilancio desumibile dal disposto dell’art. 194 del decreto legislativo n.207/2000 e, conseguenzialmente, alla disciplina contenuta in tale normativa. Resta però inteso che, in subiecta materia, ogni atto di transazione debba essere stipulato nel rispetto dei presupposti e dei principi all’uopo desumibili dalla disciplina di settore…”

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