Il fuoco che arde sotto la cenere e la crisi politica nella maggioranza di Mauri è esplosa in maniera fragorosa attraverso il documento griffato da quattro consiglieri che sostengono il sindaco Pasquale Mauri. Già nei mesi passati c’era stato fermento, ma la sentenza del Tar e le dimissioni dell’assessore Barba avevano orientato l’attenzione altrove. I quattro dissidenti, Alfonso Conte, Nordino Fiorelli, Emilio Testa e Arturo Sorrentino hanno indirizzato al primo cittadino un documento nel quale chiedono con forza una verifica dell’azione amministrativa.
Il gruppo di consiglieri, che in passato comprendeva anche Pasquale Russo rientrato nei ranghi, è stato esplicito manifestando “la volontà di ricorrere ad una verifica delle azioni politico – amministrative finora svolte dal sindaco, dalla giunta e dal consiglio comunale”. Un documento anche abbastanza forte dettato “da una profonda insoddisfazione – si legge – di metodo e di merito
su quanto seminato e raccolto dai vari livelli gestionali ai fini di un rilancio della vita sociale, economica e strutturale della Nostra città”.
Già in passato il sindaco doriano era stato sollecitato ad invertire la rotta e ad aprire un dialogo fattivo con le forze politiche della maggioranza ma anche verso i cittadini che spesso lamentano l’assenza di partecipazione nelle scelte del governo locale. Una vera bocciatura da parte di questa maggioranza dissenziente alla linea politica di Mauri. Critici anche verso le scelte fatte dal primo cittadino e del rapporto conflittuale continuo con i cittadini, come la questione della ZTL, invisa ai quattro.
Un crescendo di accuse, un documento duro, nel quale i quattro sottoscrittori sottolineano le ‹‹troppe polemiche e dissidi che non hanno fatto certamente immaginare alla gente che si stesse cambiando qualcosa. Improvvisazioni – continua il documento – ricerca del piccolo tornaconto con troppi contentini distribuiti in giro, prestano di continuo il fianco a critiche, non solo dell’opposizione, ma anche della stessa gente, mentre il paese langue in attesa di importanti decisioni su PUC, Piano Casa, viabilità, vivibilità, servizi a favore delle fasce deboli e rilancio del commercio”.
Il governatore angrese in passato aveva etichettato il disappunto della maggioranza come frutto di invenzioni giornalistiche ma oggi la verità è mersa in maniera veemente. “Siamo convinti – si legge nel documento – che ci sia bisogno urgente di una discussione aperta e partecipativa per delineare i giusti obiettivi che ci eravamo riproposti. Abbiamo convinzione che una scossa robusta e solidale possa fare ritornare l’entusiasmo sfumato ed è vitale che parta da chi ha responsabilità, come tutti noi, verso tutti gli angresi, delusi ed amareggiati, perché l’azione di governo è spesso confusa, contraddittoria e priva di sostanza”.
