Anziano sgomberato in via Caputo

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Anziano sgomberato in pieno centro ad Angri per precarie condizioni igienico-sanitarie. A pochi passi dalla centralissima piazza Annunziata, il settantenne Giuseppe Napodano viveva da anni in un basso all'interno di un portone in via Maddalena Caputo, dove nel lontano 1956 il quadro della Madonnina delle lacrime di Siracusa aveva cominciato a piangere, diventando un fenomeno nazionale. Giuseppe sbarcava il lunario raccogliendo con la sua inseparabile carriola oggetti vecchi, soprattutto in ferro, da rivendere, facendo leva sul buon cuore di tanti angresi che nel corso degli anni lo aiutavano in questo modo a procurarsi da vivere.

L'uomo è molto conosciuto in città, ma era sotto controllo da tempo per le precarie condizioni igieniche e sanitarie dell'appartamento in cui viveva. E dove ammassava gli oggetti, tanto che la sua casa era diventata sempre più una sorta di discarica di oggetti inutilizzati (e molte volte anche inutilizzabili) di vario tipo e misura. Non avendo familiari, Giuseppe ha da sempre riversato il suo affetto esclusivamente sui gatti ed i cani randagi della zona, riservando loro sempre un po' di cibo, tanto da essere per loro un vero e proprio padre putativo.

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Nella giornata di lunedì, vigili urbani ed assistenti sociali hanno bussato all'uscio di via Caputo per eseguire lo sgombero coatto dell'anziano, sollecitati anche da diversi esposti da parte dei residenti del posto ed in esecuzione di un dettagliato esposto igienico-sanitario dell'abitazione.

L'anziano inizialmente non voleva abbandonare la dimora di una vita, ma poi si è lasciato convincere a farsi accompagnare dagli addetti comunali in una casa-famiglia del posto, dove potrà essere curato e trascorrere più dignitosamente la sua esistenza. In particolare, Giuseppe non voleva abbandonare il suo basso per continuare a dar da mangiare agli animali randagi e proseguire quella sua «attività» di una vita.

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