Museo del Pomodoro

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Un museo del pomodoro campano ad Angri, per lo sviluppo di un turismo culturale ed enogastronomico. Dovrebbe diventare realtà già nella tarda primavera del prossimo anno, la proposta portata avanti dal 2007 dalla Pro Loco Angri presieduta da Giuseppe Abate e Giovanni Selvino, e rilanciata venerdì pomeriggio in un convegno presso la stazione sperimentale per l’industria delle conserve alimentari di via Nazionale promosso con il sociologo Lembo, il Coordinamento Pro Loco Agro “Nuceria Alfaterna” presieduto da Gino D’Angelo, la Provincia e l’Anicav.

Un momento di confronto con istituzioni (presenti il sindaco Mauri e l’assessore provinciale Squillante), imprenditori conservieri ed associazioni, prima di promuovere un comitato ristretto che nelle prossime settimane dovrà stilare la proposta definitiva per il varo del museo, di cui si è avuta anticipazione con un’articolata mostra fotografica ed espositiva nei saloni della stazione sperimentale.

E se non è ancora definita la sede museale (in un primo momento si era pensato a qualche sala del Castello Doria, ma è spuntata anche l’ipotesi della stessa stazione sperimentale), è chiara invece la finalità del museo, già emersa con una delibera del 2007 dell’Amministrazione comunale retta dall’ex sindaco Mazzola, che mira alla nascita di un luogo di conoscenza e conservazione della memoria storica dell’oro rosso, “che possa essere un laboratorio di idee, all’interno di un più ampio progetto culturale connesso alla valorizzazione della cultura enogastronomica ed artistica del territorio”.

La sede scelta è Angri, in quanto già “capitale” del pomodoro con la “Sagra del pomodoro” sin dal lontano 1974 (divenuta a carattere regionale nel ’79), e dove l’anno scorso il Liceo Scientifico “La Mura” (che ha collaborato al convegno con la sede locale dell’istituto Alberghiero) ha realizzato un laboratorio extrascolastico per questo museo.

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