Cento giorni del Governo Mauri…

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Tempo di bilancio per il Primo Cittadino, Pasquale Mauri, che ha tagliato il traguardo dei primi cento giorni di sindacato. Proclamanto il 15 aprile, il governatore doriano ha dovuto fronteggiare alcune spinose vicende che ormai si trascinano da anni. Il bilancio finanziario dell’Ente resta precario e il caso più allarmante è dettato dai residui attivi che continuano ad essere messi in bilancio, ma che all’atto pratico risultano difficili da recuperare.

Quarantuno milioni di euro da recuperare, in qualche caso la possiblità di recupero è prossima allo zero. I residui passivi, soldi che il Comune deve versare a terzi, ammonterebbero, invece, a quasi trentanove milioni di euro. Sull’Ente di piazza Crocifisso pende la “spada di Damocle” dei cinque milioni di euro che dovrebbero essere incassati dal pagamento dei canoni idrici relativi all’intervallo di tempo che si estende dal 2000 al giugno 2004, ovvero prima dell’avvento della Gori nella gestione delle risorse idriche.

Il commissario prefettizio, Bruno Pezzuto, prima di lasciare l’incarico aveva provveduto ad emettere in ruolo il pagamento delle bollette inviando oltre cinquemila bollette. Il “caso acqua” ha messo in ginocchio le diverse amministrazioni che si sono susseguite negli anni creando un forte ammanco alle casse comunali prosciugate dai ricorsi dei cittadini che hanno avuto la meglio sul Comune.

Il governo Mauri ha avuto il buon senso di procedere alla sospensione del pagamento dei canoni idrici, nell’attesa di trovare una soluzione defintiva che è oggetto di studio da parte della Giunta comunale e in particolare degli assessori Savino Giordano (contenzioso) e Giacomo Sorrentino (bilancio). Dopo la pausa estiva dovrebbe arrivare la decisione definitiva in grado di mettere la parola fine all’annosa questione. Difficile ipotizzare che l’Ente possa condonare gli importi delle bollette anche perché tale decisione potrebbe stridere con la delibera griffata dal Commissario e portare l’azione dell’amministrazione doriana sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti.

I primi cento giorni di governo Mauri non hanno lasciato il segno, ma timidi segnali di variazione sono serviti a smuovere un po’ le acque in un paese che continua a navigare in acque torbide. Le azioni repressive intraprese nei confronti dei cittadini indisciplinati e lontani dalla “forma mentis” del vivere civile sono state salutate con soddisfazione dalla cittadinanza che, però, non ha metabolizzato alcune scelte ritenute di discutibile applicazione come nel caso dell’istituzione della zona a traffico limitato in alcune strade centro storico.

Nessun provvedimento di grossa rilevanza è stato ancora adottato per trovare una soluzione al traffico veicolare con forti ripercussioni sulla qualità della vita dei cittadini doriani che lamentano ancora il passaggio dei mezzi pesanti nel cuore della città, un problema in attesa di una deliberazione defintiva. Incerto il futuro del cavalcavia di via delle Fontane, nei giorni passati l’assessore provinciale Antonio Squillante ha fatto sapere che i tempi saranno abbastanza lunghi. Nessuna promozione, nessuna bocciatura…tutti rimandati a settembre!

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