Il Sindaco blocca i pagamenti dei canoni idrici

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Stop all’emissione delle bollette dei canoni idrici relative agli anni 2002, 2003, 2004! Il governo Mauri, con la delibera di Giunta n. 37, ha rettificato la delibera del Commissario Prefettizio riservandosi di definire una nuova tempistca e nuove modalità per la riscossione. Il provvedimento è stato reso necessario per l’allungarsi dei tempi tecnici per formulare un corretto calcolo delle somme da richiedere ai contribuenti a saldo dei consumi. La deliberazione è stata resa immediatamente eseguibili a seguito dei numerosi ricorsi presentati dall’utenza.

Una decisione sofferta quella adottata dall’esecutivo di Mauri, ma comprensibile in considerazione della pioggia di ricorsi che si stavano abbattendo sull’ente doriano, appelli che già in passato hanno causato grosse perdite alle casse comunali. In passato molti cittadini hanno preferito seguire la strada dei ricorsi tracciata da diversi legali angresi, che attraverso le sentenza dei Giudici di Pace, hanno registrato un rilevante successo imponendo al Comune anche il pagamento delle spese legali.

Una fuori uscita di denaro che è costata cara alle passate amministrazioni e potrebbe ritorcersi nuovamenti nei confronti del Governo locale. La soluzione adottata è temporanea in attesa di capire quali potrebbero essere le nuove modalità per consentire al Comune di introitare i circa cinque milioni di eruo che dovrebbero arrivare dal pagamento dei canoni idrici. Fermare l’invio delle bollette e annullare la delibera firmata dal commissario Pezzuto era stato l’invito che alcuni cittadini, capeggiati da Antonio D’Ambrosio, avevano formulato al Sindaco nelle passate settimane.

La vicenda del pagamento dei canoni idrici coinvolge più di settemila famiglie locali, per complessive 14mila e passa bollette già arrivate o in arrivo nella case degli angresi. “abbiamo chiesto al Sindaco Pasquale Mauri di annullare l’invio delle bollette –spiega i cittadini – in quanto sia per gli anni 2000-2001, quando si paga per le civili abitazioni per 72 metri cubi a persona, che per gli anni 2002, 2003 e 2004 fino a maggio, quando il Commissario Straordinario del Comune ha deliberato l’adeguamento dai 18,25 metri cubi già pagati dalla cittadinanza a 72 mc, si parla di un consumo idrico pari al minimo contrattuale garantito corrispondente, che non figura sui contratti sottoscritti dagli utenti angresi col Comune di Angri”.

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