Angri Eco Servizi, mistero sui conti…

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Le decisioni dell’amministrazione guidata dal Sindaco Pasquale Mauri hanno prodotto la reazione delle forze d’opposizione che hanno manifestato perplessità in merito alle scelte operate dal governo cittadino. Nel mirino della minoranza e dei cittadini sono finite le numerose nomine fatte dal Governatore nell’ultimo mese, ma in particolare a scuotere la comunità angrese sono state le designazioni del CdA della società municipalizzata “Angri Eco Servizi”.

La guida dell’ente strumentale di via Stabia è stata affidata ad una triade, Ciro Risi, Hanika Rossi e Luigi Mascolo, tutti candidati nelle liste di Mauri alle passate amministrative. L’azienda sarà guidata da Ciro Risi, già assessore nella giunta di centrosinistra guidata da Giuseppe La Mura. Risi subentra a Giovanni Longobardo, nominato dal precedente governo di centrodestra è legato politicamente al vice-sindaco, Gianfranco D’Antonio.

Il cambio al vertice ha penalizzato politicamente il gruppo di D’Antonio, ma in sostanza l’ex presidente di Angri Eco Servizi potrebbe ricevere una conciliante buonuscita. Sull’azienda grava sempre la spada di damocle della situazione finanziaria: fatture mai autorizzate dai responsabili e dai dirigenti comunali per un importo che si avvicina ai quattrocentomila euro. Il commissario prefettizio aveva disposto un’indagine interna per verificare le responsabilità ma nulla è emerso a distanza di qualche mese. Misteri anche sulle scelte di Longobardo, indiscrezioni parlano di dimissioni pilotate, mentre altre fonti proferiscono di un sollevamento dell’incarico deciso in maniera drastica dal Primo Cittadino.

Sulla vicenda è intervenuto l’assessore provinciale Antonio Squillante: “I costi di gestione dell’azienda speciale stanno gravando in modo pesante sulle tasche degli angresi, tenendo conto che i servizi offerti non sono affatto migliorati. Le perplessità di Squillante aumentano quando si analizzano le nomine del nuovo consiglio di amministrazione di Angri Eco Servizi.

Duro il giudizio di Squillante sui criteri di nomina. Il nuovo Cda – commenta Squillante – nasce da una chiara lottizzazione di tipo politico. I nuovi dirigenti non sono stati scelti per le loro caratteristiche professionali o curruculari. semplicemente la scelta è ricaduta su questi uomini candidati con Mauri e per i voti ottenuti. Sono stati praticamente scelti tra i primi dei non eletti e quindi premiati per la loro abnegazione alla causa elettorale”.

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