SSICA, chiesto un tavolo di trattativa con la Provincia

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Argomento scottante e di grande interesse per la Campania, per la provincia di Salerno, per l’agro nocerino sarnese e per la città di Angri : soppressione della SSICA di Angri ex articolo 7, comma 20 del DL78/2010. Ieri mattina gli esponenti sindacali sono stati presenti alla conferenza stampa presso la Stazione Sperimentale per l’industria delle conserve alimentari di Angri, sono apparsi uniti e con le idee ben chiare sulle iniziative da portare avanti rispetto al comma 20 dell’articolo 7 del DL 78/2010 che, nella specie, sancisce la soppressione della SSICA di Angri, e di conseguenza i suoi compiti e le sue attribuzioni saranno trasferiti alla Camera di Commercio di Parma.

La SSICA è un Istituto di ricerca applicata, il lavoro, in buona sostanza, è direttamente dedicato alla realtà delle aziende nel settore conserviero. L’Istituto ha due sedi: la sede principale si trova a Parma, e la filiale è ad Angri (SA). Non è un caso che la Stazione abbia le sue sedi in Emilia Romagna e in Campania, perché sono due Regioni molto importanti per quanto riguarda il comparto agroalimentare italiano. La sede di Parma è stata fondata nel 1922, quella di Angri è entrata in funzione nel 1987. All’interno dell’Istituto la struttura è organizzata in dipartimenti, dove ci sono dei gruppi che sono specializzati nel seguire di volta in volta un comparto, per la sede di Angri è molto importante il comparto vegetale.

Al tavolo, questa mattina, per esporre la situazione, la mancata comprensione della ratio del decreto, e le azioni da intraprendere, alla presenza della stampa, degli interessati e di alcuni dipendenti: Roberto Lo Iudice, Andrea Lo Voi, Mimmo Oliva, Giuseppe Baldassarre, Ciro Marino, Pietro Costabile. Nei vari interventi sostanzialmente si è discusso del decreto del 31 Maggio con il quale, nell’intento di tagliare le spese inutili, il Governo ha proceduto a sopprimere l’Istituto. Dagli interventi di questa mattina si evince che questa decisione è stata presa all’insaputa sia della dirigenza dell’istituto e dei dipendenti, sia anche delle camere di commercio.

Con questa operazione secondo i relatori non si sono tenuti presenti due aspetti molto importanti: in primo luogo che l’Istituto non grava sulle casse dello Stato, perché ha delle fonti di finanziamento autonomo; in secondo luogo che con la soppressione della stazione sperimentale si è di fatto creato anche un danno alle imprese ( soprattutto le piccole e medie aziende), private di un istituto dedicato al loro comparto e che segue le loro problematiche.

L’obiettivo condiviso esposto senza esitazioni da Giuseppe Baldassarre, Fai Cisl, da Mimmo Oliva, Flai Cigl, e da Ciro Marino, Uila Uil, è dello stralcio dell’articolo 7 del DL 78/2010 che prevede la soppressione: per arrivare allo stralcio hanno posto in essere, con i colleghi di Parma, delle azioni congiunte sensibilizzando la Provincia di Salerno.

In seguito alla richiesta ufficialmente inoltrata al Vice Presidente della Provincia Dottoressa Anna Ferrazano, le OO.SS. Fai Cisl, Flai Cigl, Uila Uil, con i dipedenti SSICA presenti alla conferenza stampa questa mattina si aspettano l’apertura di un tavolo istituzionale che veda presenti più parti (associazioni industriali di riferimento, dirigenza SSICA, Comune, Provincia, Regione, i parlamentari e i senatori della provincia di Salerno, OO.SS. ). Il concetto emerso in maniera chiara dai vari esponenti sindacali può sintetizzarsi nel fatto che il contenimento della spesa pubblica avrebbe un senso se fosse a carico dello Stato la stazione sperimentale, giacchè non lo è sfugge la ratio per la quale l’ente è stato soppresso.

In conclusione Giuseppe Baldassarre, Fai Cisl, evidenzia che, rebus sic stantibus, per il momento bisogna attendere l’appuntamento importante di lunedì 14 Giugno, per l’incontro, nella Sala Savani della Provincia di Parma, con gli interessati dalla vicenda relativa alla SSICA. Inoltre viene evidenziato che i due tavoli istituzionali promossi dalle provincie di Parma e Salerno ( il primo già definito, il secondo richiesto) pur fondamentali, “non avranno potere decisionale in merito allo stralcio, ma è un passaggio che serve a compattare il fronte dei contrari alla soppressione SSICA, ad elaborare un documento congiunto di tutti i soggetti partecipanti al tavolo, e ad affidare al livello politico centrale, tramite i rappresentanti territoriali, il compito di raggiungere l’obiettivo dello stralcio.”    Maria Paola Iovino

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