Stazione Sperimentale, si rischia la chiusura a rischio decina di posti di lavoro

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La stazione sperimentale di Angri dopo ventitré anni di lavoro è destinata a chiudere i battenti e trasferire alla sede centrale di Parma tutti i suoi lavori. Il 31 maggio 2010, infatti, è stato firmato dal Presidente della Repubblica il DL 78/2010, all’interno del quale è prevista, tra le altre, la soppressione della Stazione Sperimentale per l’Industria della Conserve Alimentari (SSICA) di Angri con il trasferimento dei suoi compiti ed attribuzioni alla Camera di Commercio di Parma.

Il centro sperimentale per l’industria delle conserve alimentari, situato in via Nazionale, è un Ente pubblico non economico sotto la vigilanza del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato.

La sede della Stazione sperimentale di Angri è entrata in funzione nel maggio del 1987, sorge su un’area di 29.000 mq, con la destinazione di mq 4.3000 per uffici, servizi, laboratori chimici, microbiologici e strumentali. Presso gli importanti laboratori del centro sono stati eseguiti impegnativi lavori con l’obiettivo di verificare l’integrità di prodotti che una volta ottenuto parere favorevole sono finiti sugli scaffali di mezzo mondo.

Il provvedimento di chiusura della Stazione sperimantale ha innescato la protesta dei sindacati che lamentano la mancata conovocazione da parte delle istituzioni. “La decisione, – si legge nella nota – così come avvenuta, è stata presa all’insaputa di tutte le parti direttamente coinvolte (Oo.Ss. di categoria, personale e presidenza Ssica e Cciaa) apprendendo di fatto la notizia dalla stampa. Vogliamo qui ricordare che la SSICA è stata istituita nel 1922 per promuovere il progresso tecnologico dell’industria conserviera italiana e che, grazie all’elevata professionalità e specializzazione raggiunte, si colloca fra le più importanti istituzioni di ricerca applicata nel settore della conservazione degli alimenti anche al di fuori dei confini italiani”.

Difficile comprendere le motivazioni che hanno spinto il governo centrale a decidere la chisura del centro considerato che lo Stato non elargisce contributi, ne finanzia l’Ente di via Nazionale. “E’ giusto ricordare inoltre che tale ente non costa nulla allo Stato in quanto finanziato dalle imprese e con i proventi di analisi, consulenze e progetti di ricerca. Riteniamo che il comparto agroalimentare, già così stressato, non si possa permettere di subire un atto così irresponsabile”.

Tra i principlai compiti cui è chiamata istituzionalmente la stazione sperimentale ci sono: le ricerche chimiche e sperimentali per studi riguardanti l’industria dei prodotti conservati e concentrati; sperimentare e divulgare proposte di nuovi metodi di lavorazione per il più conveniente impiego delle materie prime e dei prodotti di prima lavorazione, per i recuperi, per la preparazione e utilizzazione dei prodotti secondari, e dei rifiuti; esperimentare e proporre l’impiego di nuovi prodotti e la loro utilizzazione più conveniente.

La chiusura del centro di via Nazionale sarebbe un altro duro colpo all’economia angrese che già nei mesi passati ha dovuto incassare il trasferimento in Puglia dell’azienda “AR Group” che nel corso della campagna di trasformazione del pomodoro creava un indotto notevole da fornire lavoro a centinania di persone del comprensorio.

“I dipendenti Ssica unitamente alle Oo.Ss. Fai Cisl, Flai Cgil E Uila Uil, chiedono che si apra immediatamente un tavolo istituzionale a cui prendano parte le autorità competenti (dalla dirigenza Ssica, Comune, Provincia, Regione, Associazioni Industriali di Riferimento, i Parlamentari della Provincia di Salerno, alla Rsu Ssica E alle Oo.Ss.), in modo da chiarire ed affrontare nel miglior modo possibile la complicata situazione creatasi”.

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