Una relazione all’Autorità per l’Energia svela i dati della morosità sul servizio nell’Ato3 Campania, quella che ricomprende i comuni del’Agro e parte della Valle dell’Irno. Così, dalle percentuali fornite direttamente dalla Gori emerge che la maglia nera, in materia di bollette idriche tocca ad Angri con una percentuale di evasione del 46,52 %; seconda in assoluto dietro Nola, dove il tasso tocca il 65,71 %. Al terzo posto, si piazza Pagani con il 45,82% di morosi, seguita da San Marzano sul Sarno con il 37,65 %.
Spulciando ancora, arriva Scafati con il 35,33 % che sopravanza di poco Sant’Egidio del Monte Albino con il 34,06 %. Nocera Inferiore ha il 26,92 % di evasione e precede di poco Sarno che ha il 25,08 % di evasione. Nocera Superiore ha il 24,25 %, mentre San Valentino Torio il 22,86 %, sopravanzando di poco Castel San Giorgio con il 22,20 %. Siano ha il 19,75 %, mentre Corbara presenta il 16,85 %. Mercato San Severino e Fisciano presentano rispettivamente il 16,07 % e il 16,02 %.
Il comune più virtuoso è Bracigliano con il 9,07% appena di evasione, anche se superiore a Capri che ha il solo 5 %. Roccapiemonte non è classificata perché, da anni, le varie amministrazioni resistono, anche dal punto di vista giudiziario, alla cessione del servizio al gestore privato. La Gori individua anche i fattori di criticità che contribuiscono ad attenuare la lotta ai morosi.
A cominciare dall’ubicazione dei punti di misura, spesso in proprietà private inaccessibili ai tecnici. Ciò comporta difficoltà per eseguire le operazioni periodiche di lettura dei misuratori, con la necessità di dover procedere, anche per lunghi periodi, a fatturazioni a stima in acconto e conseguenti problemi di disallineamento dei consumi fatturati rispetto a quelli effettivi, nonché difficoltà di cattura dei picchi stagionali di consumo.
I clienti possono negare l’accesso al contatore, impedendo non sola la fatturazione e la manutenzione, ma anche di sostituire e installare i misuratori e di sospensione e ridurre il servizio per morosità. Gli elevati tempi di incasso, però, sono dovuti anche a un quadro socio-economico non ottimale e alle campagne antiprivatizzazione che, in talune aree, determinano comportamenti ostruzionistici nei confronti del soggetto gestore e conseguenti mancati incassi per oltre il 50% dei clienti che perdurano anche diversi anni, come accade, ad esempio a Nola. Gaetano Ferrentino
