Nemmeno il più pessimista dei tifosi avrebbe potuto immaginare una stagione così vergognosa per il calcio angrese. Un campionato insolito che ha visto ai nastri di partenza due compagini nello stesso raggruppamento e quello che doveva diventare un confronto costruttivo ha preso le sembianze di una sfida tra due società allo sbaraglio.
L’US Angri del presidente Gianni Ferrara ha segnato il passo già a metà novembre con una crisi societaria che ha smontato sul nascere i sogni del numero uno angrese bravo a guadagnare le cronache dei media riuscendo a beccarsi una squalifica con durata pluriennale. Programmi ridimensionati, squadra smantellata e successivamente affidata ad un gruppo di volenterosi ragazzi che stanno onorando i colori grigiorossi ma non hanno potuto evitare un demoralizzante ultimo posto in classifica che segnerà la retrocessione nel campionato di Promozione al termine di
una stagione da archiviare nei capitoli tristi della lunga storia del calcio angrese.
Ancora peggio è andata alla consorella Angri Calcio, guidata dal patron Luca De Virgilio, che pur resistendo, per diversi mesi, alla crisi finanziaria che avvolge il calcio dilettantistico è arrivata al capolinea alla vigilia del match con il Torrecuso che ha fatto registrare le dimissioni dello staff tecnico, capeggiato da Enzo Criscuolo, e del diesse Alberto Monetta che hanno anticipato di ventiquattro ore la decisione dei calciatori più esperti di non scendere in campo nella gara con la formazione sannita.
“Avevamo preparato al meglio la gara con Torrecuso – afferma Criscuolo – lavorando bene nella prima parte della settimana poi c’è stata un po’ di confusione con discorsi lontani dal mio modo di interpretare il calcio, ho parlato chiaro con i ragazzi e con il mio staff con il quale è maturata la decisione irrevocabile di rassegnare le dimissioni”. Il trainer angrese ha lasciato la squadra in una posizione di classifica oltre modo positiva. “Siamo gente che vive di calcio ma di calcio vero – puntualizza Criscuolo – quello fondato sui reali valori dello sport, imperniato sul lavoro quotidiano e sulla voglia di imporsi, lealmente, sull’avversario!”.
Dichiarazioni al vetriolo che hanno incuriosito gli addetti ai lavori e alimentato le perplessità dell’ambiente calcistico alle prese con situazioni che a volte prescindono dalle vicende del rettangolo di gioco. “La società non ci ha posto nelle condizioni di poter operare in maniera accettabile – spiega l’allenatore Enzo Criscuolo – e pur consapevoli delle difficoltà, per diversi mesi, abbiamo fatto quadrato in attesa di comunicazioni e fatti concreti da parte della dirigenza, abbiamo sperato che la situazione potesse imboccare la strada giusta e garantire allo staff e alla squadra le minime condizioni per arrivare sino al termine di una stagione in cui abbiamo ottenuto risultati che nemmeno erano prospettabili alla vigilia, peccato, però, che qualcuno della società non si è accorto dei sacrifici fatti dai calciatori, dallo staff tecnico e dal gruppo dirigente che hanno profuso il massimo impegno”.
Lo scollamento tra la squadra e il patron Luca De Virgilio ha segnato la fine dell’esperienza dei doriani costretti a ricorrere alla formazione Juniores per onorare gli ultimi quattro impegni di un campionato che ha dimostrato che per fare calcio non servono proclami ma fatti concreti, supportati dalla serietà nell’onorare gli impegni.
