Qualificazione in bilico fino alle ultime battute, poi la zampata a sorpresa e la Virtus Scafatese va. Il minimo scarto tra i gialloblu di mister Vesce e l’Us Angri nel ritorno degli ottavi in Coppa Italia di Eccellenza, con la firma di Stefano Del Grande a decidere l’accesso
ai quarti per la compagine del presidente Vaiano. Risultato bugiardo, in tutta onestà, con l’Angri condannato da una lunga serie di errori sotto porta, ancora una volta figli della mancanza di un elemento di spessore in prima linea, come spesso lamentato dal tecnico Salzano.
Non è un monologo dei padroni di casa, ma poco ci manca. Il penoso terreno di gioco non impedisce ai grigiorossi di imbastire diverse azioni pericolose, a partire dal calcio di rigore reclamato dopo soli 7 minuti-apparso al quanto evidente – per fallo di Maio su Magliano.
Citro e Dioneo sprecano tutto quello che i compagnicostruiscono,spesso per imprecisione,ma pure per la prontezza dell’estremo ospite Gallo e del difensore Cirillo, bravo a salvare sulla linea un velenoso tiro-cross dello stesso Citro dalla sinistra. La Virtus nel primo tempo è tutta nelle due occasioni, abbastanza estemporanee, non sfruttate da Balzano da ottima posizione.
Nella ripresa l’Angri continua a spingere per scardinare il fortino gialloblu eretto a guardia di Gallo, ma continua a divorare ghiotte opportunità ancora con Dioneo e Sandrigo. Nel frattempo, però, Vesce restituisce gioco ai suoi, inserendo Giorgio per Ferrentino e riportando in mediana il regista Memoli, inizialmente nell’inedita posizione di difensore centrale. Si respira meglio in casa gialloblu, soprattutto in contropiede. Da uno di questi scaturisce il corner decisivo: Romano pennella dalla bandierina, Vitale dice di no alla volée di Memoli, ma deve arrendersi al tap in di Del Grande, che chiude la pratica e manda la Virtus ai quarti di finale.
