Sirene spente e mezzi del 118 fermi nelle strutture di appartenenza per contestare contro l’indifferenza mostrata dai vertici dirigenziali dell’Asl salernitana. Le sei associazioni di volontariato che operano nel settore del primo soccorso nell’agro nocerino sono intenzionate a sospendere il servizio di 118. Il contratto che legava le parti è scaduto alla mezzanotte del trenta giugno e nessuna comunicazione è stata inoltrata per prorogare il rapporto. “Fino ad oggi – sottolineano le sei compagini che operano nell’agro nocerino sarnese – non abbiamo avuto nessun riscontro, nessuna convocazione. Siamo delusi per il mancato incontro e per ogni forma di trattativa mai fatta pervenire nei nostri confronti”.
La protesta potrebbe avere serie ripercussioni in questi giorni di emergenza caldo con gli interventi che sono cresciuti a causa dei numerosi malori accusati dai cittadini dell’agro. E se da un lato l’asl provinciale ha lanciato diverse iniziative per fronteggiare la calura, dall’altro si registra l’immobilismo nei confronti di chi opera sul territorio e presta il primo soccorso. “Non siamo insensibili – spiega Rolando Sinopoli dell’associazione “Castello” di Angri – ogni anno con il caldo le prestazioni erogate aumentano e
sicuramente non ometteremo di soccorrere le persone che hanno necessità di cure ma un segnale forte lo dobbiamo lanciare a chi, attraverso l’azione amministrativa, deve garantire l’assistenza alle persone”.
L’offensiva, che in passato ha coinvolto tutti gli altri gruppi operativi del salernitano, affonda le radici nel mancato adeguamento della contribuzione che l’Asl dovrebbe assicurare alle associazioni.
I gruppi di volontariato in passato hanno condiviso la “decisione di chiedere, per la nuova gara relativa all’affidamento del servizio trasporto infermi 118, una più congrua definizione dei costi del servizio, precisandone la motivazione legata all’aumento del costo del carburante, della manutenzione e del numero di interventi che si registrano”. Il precedente contratto, firmato nel 2007, prevede una retribuzione mensile di quasi ottomila euro.
Una cifra ritenuta fuori dal mercato in seguito ai considerevoli accrescimenti registrati dalle singole associazioni che lamentano l’incremento rilevante dei costi.
Gli emolumenti trasferiti dall’azienda sanitaria servono per assicurare il servizio di emergenza per ventiquattro ore svolto attraverso l’utilizzo di due ambulanze attrezzate anche per la rianimazione, dotate di personale medico e paramedico.
“Sin dal mese di gennaio abbiamo sollecitato l’azienda sanitaria salernitana – commenta Rolando Sinopoli – a tenere in considerazione la possibilità di adeguare il rapporto economico prima della scadenza naturale dell’accordo, nonostante i ripetuti appelli, Bortoletti e i suoi collaboratori non ci hanno degnato di attenzione fino ad arrivare al limite della durata”.
Le sollecitazioni lanciate finora dal raggruppamento delle associazioni sono rimaste inascoltate da parte dei vertici dell’Asl salernitana e i responsabili territoriali del 118 temono che il silenzio della dirigenza provinciale possa celare l’intenzione di indire un bando di gara senza tener in esame le richieste dei gruppi operativi che quotidianamente operano nel settore. “Tutti condividono la necessità di rendersi disponibili a continuare il servizio – sostengono le associazioni – ma a condizioni diverse da quelle previste dall’ultimo bando”.
Avviso di gara che è stato annullato in seguito ad un ricorso al Tar presentato dalle associazioni. L’attesa della pubblicazione del bando di gara alimenta l’ansia dei gruppi di volontari che sono attivi su tutto il territorio salernitano da diversi anni. In mattinata potrebbe esserci una riunione di massima urgenza tra i responsabili dei sette gruppi di volontariato e i dirigenti dell’Asl per scongiurare una protesta in grado di creare notevoli disagi alle popolazioni dell’agro nocerino. Luigi d'Antuono (fonte: Il Mattino)
