L’episodio della mancata tracciatura allo stadio Novi ha fatto deflagrare l’attenzione della collettività doriana sulla tenuta qualitativa degli impianti sportivi presenti sul territorio cittadino. Il maestoso “Novi”, ereditato dal governo Mauri in condizioni più che accettabili, è stato ridotto ad ammasso di polvere prodotta dal quel terreno che mesi addietro presentava un rigoglioso manto erboso. Le criticità del campo di calcio non si limitano solamente al rettangolo di gioco ma gli scarsi investimenti prodotti dall’esecutivo cittadino sono evidenti anche nella vasta area che ospita gli spogliatoi.
Lavandini incrostati, docce inutilizzabili a causa dell’accumulo di calcare e una pavimentazione che presenta limiti igienici con convessità che mettono a rischio l’incolumità degli atleti. Un’incuria figlia della scarsa considerazione che la compagine di governo sta prestando verso l’impiantistica sportiva relegata sullo sfondo nelle attività di riqualificazione.
La scomparsa dal palcoscenico della serie D, campionato di livello nazionale, dell’US Angri 1927 ha originato un indubitabile lassismo da parte degli amministratori che hanno lasciato al proprio destino il “vecchio” stadio comunale.
Il primo cittadino, Pasquale Mauri, amareggiato per l’increscioso episodio e stizzito per l’incisiva ma civile protesta dei tifosi grigiorossi, inscenata in occasione dalla gara non disputata con il Real Corbara, si è assunto l’onere di procedere in tempi brevi all’affidamento della struttura. Una strategia amministrativa e finanziaria che permetterà all’ente di assegnare la gestione del costoso impianto alle associazioni sportive che operano in città. Tuttavia, dopo un primo e interlocutorio colloquio con i responsabili delle società calcistiche locali non sembrano limpidi i termini dell’accordo.
Le condizioni strutturali dello stadio rappresentano un freno per i potenziali sottoscrittori della convenzione. I costi di gestione per le società sportive dovrebbero aggirarsi intorno agli 80mila euro all’anno comprensivi di manutenzione ordinaria, costi delle utenze e spese di gestione per la realizzazione di un manto erboso in erba naturale. L’affidamento dovrebbe avvenire attraverso un bando di gara pubblico, non ancora indetto, dall’amministrazione comunale. I disagi e la precarietà interessano anche altri rami del comparto sportivo.
Da anni il complesso del “Cimitero Vecchio” attende di essere migliorato e seppur espletato l’iter per la convenzione, sotto la gestione del commissario Bruno Pezzuto, la struttura è vittima dell’abbandono e spesso è utilizzata,
solo con il terreno di gioco, per ospitare sedute di allenamento di squadre minori. Gli spogliatoi, costruiti nel corso del governo Postiglione, sono fatiscenti con evidenti limiti strutturali e igienici.
Nel limbo si ritrova il campetto di via Cristoforo Colombo che necessita di un piano di rimodulazione che consenta di terminare i lavori che dovrebbero essere eseguiti dall’associazione “Ecstra” che si è assicurata la gestione negli anni passati e ad oggi è impelagata in un elefantiaca trafila che non consente l’avvio di lavori fin quando da palazzo di città non giungeranno le autorizzazioni necessarie per il ripristino dell’area.
Meno critica ma pur sempre bisognose di riqualificazione le palestre comunali di via Dante Alighieri e di via Leonardo Da Vinci che si sono rifatte il look nell’inverno del 2009, gestione commissariale. Tuttavia, la palestra del quartiere 167 presenta qualche anomalia negli spogliatoi e piccole escrescenze che limitano l’attività sportiva.Luigi d'Antuono
