Una seduta di consiglio comunale a porte chiuse! L’idea “strana” è stata partorita dalla mente del sindaco Pasquale Mauri nel corso della seduta del civico consesso consumata ieri sera presso la Casa del Cittadino.
In seguito agli attacchi portati dal leader del centro destra Antonio Squillante sulla vicenda relativa all’operato di Mauri presso la
società AgroInvest, il primo cittadino doriano spazientito e infastidito per le dure critiche avanzate dai banchi dell’opposizione ha tuonato in aula la sua disapprovazione chiamando l’assise ad esprimersi per continuare a svolgere la seduta a porte chiuse.
Atto che avrebbe determinato l’allontanamento dei cittadini presenti e dei rappresentanti dell’informazione. Una proposta sconcertante che ha riscosso pure qualche consenso tra i “maurioti”, consiglieri della maggioranza a sostegno di Mauri, e suscitato i dubbi di Marcello Ferrara che in quel momento ricopriva il ruolo di presidente del consiglio.
Ferrara ha chiesto lumi alla segretaria comunale Lucia Celotto per valutare la legittimità della proposta.
Consultando il regolamento del consiglio comunale la segretaria ha posto il diniego all’istanza del sindaco Mauri.
Il primo cittadino è un vulcano di estrosità e ci ha abituato davvero a tutto ma la proposta formulata ha dell’incredibile considerato che il consiglio comunale rappresenta l’unico momento di democrazia partecipativa per i cittadini.
Il delirio di onnipotenza che avvolge Mauri ha prodotto l’ennesimo capitolo di una rappresentazione scenica che origina lo sconcerto della popolazione costretta a fronteggiare i crucci di un sindaco che non tollera il confronto ne le critiche. Luigi D'Antuono
