Una raccolta fondi promossa dall'associazione Panacea per il restauro dei sette santi Dormienti. E' quanto avverrà domenica mattina in piazza Doria ad Angri. L'obiettivo è ridare nuova vita alle sette statue di cartapesta alte circa un metro e risalenti al settecneto. Sono conservate all'interno dell'antica cappella Pisacane, situata al crocicchio delle quattro vie di Mezzo, in pieno centro storico. Un esempio unico in Italia raffigurante i sette dormienti di Efeso.
Una iniziativa fortemente voluta anche dal presidente della onlus, il pittore Gianni Rossi: "Le statue dei sette Dormienti sono un
unicum culturale per l'intera Penisola, come attesta l'autorevole Bibliotheca Sanctorum, per cui abbiamo ritenuto doveroso e imperativo porre in essere ogni possibile azione tendente ad evitare il disfacimento di queste piccole opere d'arte che, aldilà del valore economico, sono l'unico caso documentato di tale antichissimo culto in Italia".
Il restauro avverrà sotto lo sguardo vigile della Sovrintendenza dei beni artisti e culturali di Salerno e ad opera di artigiani specializzati.
L'esistenza dei sette Dormienti risale ad un antichissimo mito cristiano. Sono venerati sia dalla Chiesa cattolica, che da quella ortodossa sebbene anche nel Corano si trovino chiari riferimenti. Secondo la tradizione i loro nomi sono: Costantino, Dionisio, Giovanni, Massimiano, Malco, Marciano e Serapione. La loro storia è avvolta nella leggenda. Si racconta che durante la persecuzione cristiana ad opera dell'imperatore Decio i sette cristiani di Efeso furono perseguitati e condannati a causa della loro fede per il rifiuto di abbracciare gli idoli pagani.
Riuscirono a scappare e per evitare un nuovo arresto si nascosero in una grotta. Scoperti, vennero murati vivi in attesa della morte. Dopo duecento anni furono risvegliati dal sonno da alcuni muratori, ma perirorno lo stesso giorno e furono sepolti per ordine dell'imperatore Teodosio II in una tomba ricoperta di pietre dorate. Testimoniano, quindi, la resurrezione dei corpi dopo la morte. L'iniziativa della Panacea va proprio nella direzione di garantire ancora longevità alle sette statute. Pippo Della Corte
