Scoppia la polemica all’indomani delle rettifiche al bando di gara per l’affidamento del servizio di corrispondenza del comune di Angri, soprattutto per quanto concerne la previsione del subappalto.
«C’è un cambio delle regole con una procedura di gara aperta – dichiara il leader del centrodestra angrese, Antonio Squillante – ed è una situazione anomala, anche perché nei provvedimenti che sono stati adottati non c’è una motivazione. Tutto questo non depone
bene sulle reali intenzioni dell’amministrazione guidata dal dottore Mauri. Senza spiegare le ragioni, si è intervenuti sulla questione delle poste private, che, come tutti sanno, è stata già causa di perplessità. Non vogliamo fare sterili polemiche, vogliamo capire perché in corso di esecuzione del bando è stato aperto il subappalto».
Anche il capogruppo del Pd non nasconde le preoccupazioni. «Un conto è l’errore di calcolo, un conto la volontà di introdurre il subappalto – dice Ferraioli – perché se nel bando di gara il subappalto non era stato consentito, vuol dire che c’era un intento ben preciso. Su questo punto c’è un’analogia strettissima con la logica seguita nella gara della mensa. La storia si ripete, dunque è sotto gli occhi di tutti la volontà dell’amministrazione di consentire il subappalto. Premesso che non si tratta di un reato, la rettifica di un bando volta proprio a consentire il subappalto è quantomeno indicativa di una precisa logica, soprattutto perché hanno sentito la necessità di cambiare le regole del gioco mentre il gioco sta per finire».
Non tarda la replica dell’amministrazione comunale. «Capisco il ruolo delle minoranze – ribatte l’assessore Giacomo Sorrentino – cioè fare opposizione. In questo caso però sono andati fuori traccia perché è la legge che prevede che sia obbligatorio inserire il subappalto nella gara. Noi non abbiamo fatto altro che aderire a quello che è il dettato normativo». Maria Paola Iovino
