Consulenti gratuiti al Comune di Angri, c'è un esposto. A presentarlo, Antonio D’Ambrosio, che martedì Mattina ha inviato alla segreteria Generale del Comune, al sindaco Pasquale Mauri, al prefetto di Salerno e dal Ministero dell’Interno un’istanza molto dettagliata, per chiedere chiarimenti sui motivi che hanno indotto il sindaco a nominare dieci consiglieri politici, chiedendo ne l’annullamento o la revoca per illegittimità giuridica e normativa dei relativi decreti.
D’Ambrosio parte dal Presupposto che «lo statuto Comunale non prevede in nessun Punto tali nomine,né tantomeno il consiglio
comunale ha mai deliberato in merito», per confutare la tesi che «i decreti hanno come unico fondamento normativo l’art. 118, comma2, della Costituzione,che stabilisce solo che i Comuni sono titolari di funzioni proprie o delegate e, quindi, non è sufficiente a dare legittimazione ai decreti sindacali».
«Ai consiglieri politici si danno anche compiti di assistenza tecnico gestionale su temi specifici di competenza degli assessori – sottolinea D'Ambrosio- nonchè la possibilità di “rappresentare il Comune presso tavoli istituzionali pubblici e privati, con facoltà dimettere a loro disposizione mezzi, strumenti e strutture dell’Ente”.
Così, dei semplici cittadini di punto in bianco diventano titolati a rappresentare il Comune in ogni sede,utilizzare le strutture dell’Ente ed accedere agli Uffici ed agli atti (riservati e non) degli stessi». L'esposto,dopo aver illustrato come «il sindaco non può delegare alcuna delle sue attribuzioni, e, comunque, solo a consiglieri comunali incarica», si conclude con l'invito al sindaco e dalla segretaria generale «di valutare la legittimità dei decreti emessi per evitare un dispendioso contenzioso davanti al Tar, a seguito di un ricorso/denuncia per eccesso di potere o altri vizi di legge». Francesco Rossi
