«Il sindaco Mauri ricorda l’imperatore Caligola, che tentò di nominare senatore il proprio cavallo rimarcando il proprio disprezzo per il senato ed i senatori». L’accusa è dell’esponente di opposizione Cosimo Ferraioli.
Il consigliere del Pd in una nota ha usato l’arma dell’ironia con riferimento ai dieci decreti firmati dal primo cittadino con cui sono stati nominati altrettanti consiglieri politici: Modestino D’Antonio, politiche ambientali e salvaguardia del territorio, Giuseppe Chiavazzo, viabilità e vivibilità, Roberto Giordano, valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, Andrea Perrino, economia ed innovazione, Anna Chiara Desiderio, politiche sociali, Consiglia Cesarano, comunicazione ed innovazione, Antonio Chiavazzo, tributi minori, Giordano Pantaleone, politich
e sportive, Marco Alfano, arte e cultura, e Rosita Chessa, scuola. I dieci vanno ad aggiungersi agli altri venti soggetti esterni già in forza all’ente. Dovranno fornire a titolo gratuito consulenza ed assistenza tecnico-politica.
Per Ferraioli questa scelta rappresenta «una chiara delegittimazione degli assessori e dei consiglieri di maggioranza, giudicati bisognosi di un aiuto extra da illustri sconosciuti dei quali non è stato allegato neppure un curriculum. Si tratta dell’ennesima iniziativa per tentare di prolungare l’agonia di una giunta traballante e che avrà l’unico risultato di aumentare la confusione al Comune».
Infine, Ferraioli ha sottolineato l'assenza di riferimenti normativi. «Né il Testo Unico degli enti locali, né lo Statuto comunale consentono questa facoltà al sindaco che ha però un predecessore illustre nel presidente Cirielli, a cui il sindaco si ispira nei fatti e se ne discosta a chiacchiere». Pippo Della Corte
