La Procura della Repubblica di Nocera Inferiore ha iscritto il primo cittadino di Angri Pasquale Mauri nel registro degli indagati. L’ipotesi formulata dalla procura è di corruzione aggravata. Si apre così ufficialmente il filone giudiziario sul caso Soget, l’azienda abruzzese finita nelle maglie degli investigatori per l’assunzione del figlio del primo cittadino proprio nell’ organico della società di Pescara.
Un atto ritenuto grave dal PM Roberto Lenza, visto che proprio in concomitanza dell’assunzione la Soget veniva “incaricata” dal Comune di Angri, con delibera
di Giunta per i rilievi, il censimento e il recupero della Tarsu con un aggio spropositato, che subito destò non pochi sospetti: il primo cittadino, infatti, accordò alla società di Pescara il 30% dell’aggio lordo.
Successivamente, lo scorso 16 gennaio una serie di lettere anonime indirizzate a politici, organi di stampa e addetti ai lavori, misero in evidenza il legame tra il primo cittadino e la società che si era fatta carico dell’assunzione del giovane figlio.
Un’azione che il primo cittadino tentò di fare passare come un semplice “stage” formativo frequentato dal giovane professionista.
La vicenda potrebbe avere nuovi ed eclatanti sviluppi, visto che le fiamme gialle hanno già acquisto una corposa documentazione sull’azione amministrativa di Mauri, suffragata anche dalle denunce fatte dai consiglieri di opposizione Cosimo Ferraioli e Antonio Squillante, un azione che ha di fatto riacceso in maniera forte i riflettori sul caso Soget, una vicenda che rischia diventare un vero boomerang per la gracile amministrazione comunale caratterizzata da critiche e da scandali.
A indagare sulla vicenda gli uomini della polizia giudiziaria guidati da luogotenente Massimo Santaniello. L’indagine si basa sulla corposa documentazione acquista dagli inquirenti. A difendere il primo cittadino è l’avvocato Gianpaolo Salvati.
