Il mistero è stato svelato in tempi brevi e con la massima semplicità ma se davvero due indizi fanno una prova allora è arrivato il momento di far scattare il campanello d’allarme perché il sindaco Mauri è stato ancora una volta vittima della sua impulsività e di una scarsa conoscenza su quello che accade sotto il proprio naso.
Con le sue pesanti dichiarazioni: “Sono scomparsi i documenti dell’affidamento del servizio alla Soget e se nei prossimi giorni
non troveremo gli atti andrò alla Procura della Repubblica per sporgere denuncia”, ha tuonato dinanzi ad un centinaio di persone che affollavano la Casa del Combattente in occasione dell’incontro organizzato dal partito democratico.
Ebbene, quella che alcuni “attenti colleghi” avevano etichettato come “notizia di reato” si è rivelata l’ennesima “bufala”. Simpatico ed inefficace anche il tentativo degli strateghi di corte di lasciar passare la notizia sotto traccia facendo finta che nulla fosse accaduto.
Il primo cittadino prima di lanciare strali contro i predecessori e i funzionari dell’ente avrebbe dovuto, semplicemente, documentarsi evitando di commettere la leggerezza di lanciarsi in affermazioni figlie della faciloneria e di una manifesta superficialità.
Sarebbe bastato poco a Mauri per ampliare le conoscenze circa gli atti deliberati prima del suo avvento a palazzo di città. La documentazione, che secondo il sindaco sarebbe scomparsa dagli uffici comunali, è pubblicata da circa due anni sul rinnovato sito internet del Comune di Angri!
Le parole ad effetto di Mauri? Un’ingenuità che evidenzia la scarsa conoscenza dei fatti e l’attitudine con cui il primo cittadino si lancia in affermazioni gratuite che ledono l’immagine e la professionalità di altre persone su fatti immaginari.
Era capitato già in passato in altre occasioni, è successo di nuovo e se non fosse per la “bizzarra” figura ci sarebbero realmente gli elementi per rivolgersi alla magistratura. Luigi D’Antuono
