Riceviamo e pubblichiamo – Quando un gruppo di amici, tra i quali medici, avvocati, ingegneri, si siede a un tavolo per giocare a Risiko o a Monopoli, può capitare che tante eccellenze e professionalità vengono sbaragliate da un giovanotto figlio di uno dei giocatori che si aggiudica la partita con l’intera posta in palio. Il dubbio nasce spontaneo: sarà stato il padre ad agevolarlo?
E cosa mai può essere? E’ un gioco! E’ difficile immaginare che l’amministratore del palazzo arrivi a nominare il piccolo vincitore del Monopoli affidandogli di curare gli affari e il patrimonio condominiale e quant’altro.
Eppure non c’è da sbalordirsi: è realmente successo! L’abbiamo letto dal bollettino condominiale, che riporta anche il curriculum del virgulto: “Giovane studente modello delle scuole primarie, già componente del consiglio delle giovani marmotte eletto con più voti di tutti i candidati”
Tutto qui? Ma neanche per sogno! Anche l’amministratore del condominio gli tesse le lo
di, facendosi beffe di tanti illustri uomini di scienza che frequentano i vari studi legali, medici e tecnici disseminati nell’edificio condominiale.
“Questa scelta testimonia in primo luogo la condivisione della linea di pensiero tra l’amministratore e l’inquilino ferrarese (che alloggerà accanto all’appartamento del finanziere di Sorrento, proprio sopra al piano dove alloggiano l'avvocato mediorientale e la bionda moscovita, in un attico elegantemente arredato che fino a pochi mesi fa ospitava una maestra molto noiosa a giudizio dell'amministratore di palazzo) votata fin dall’inizio al bene del complesso residenziale; in secondo luogo ci consente di avvalerci di un inquilino molto sensibile alle tematiche giovanili, abilissimo nel conciliare gli orari del silenzio con gli orari da dedicare al gioco del nascondino, dell’acchiapparello e della mosca cieca.” Il giovane, intervistato, dichiara: “Papà mi ha detto di dirvi che sono molto contento dell’incarico che mi ha fatto avere.
E’ un onore stare con questo amministratore che in due anni ha messo per terra tante belle mattonelle e ha abbellito il palazzo con tanti nastri verdi, bianchi e rossi! Non vedo l’ora di mettermi a giocare con i miei amichetti, i giovani dell’Unione del Condominio che non so perché il capopalazzo chiama sempre uddiccì!”
Abbiamo voluto dare, in queste righe, una lettura in chiave ironica della recente cronaca politica del nostro grande condominio amministrato da Pasquale Mauri.
Ridiamo per non piangere, perché la situazione, già tragica, è precipitata nel baratro. Bisogna però tornare essere un attimo seri per riflettere su un fatto molto evidente: l’amministratore del condominio non ha quasi più voce in capitolo. E’ ostaggio del padre del piccolo campione che si è offerto gentilmente di animare e tenere a galla una silenziosa assemblea che altrimenti non avrebbe numeri per esistere!
Non è la prima volta che lo fa: è ormai uno specialista in materia. Cosa volete farci? Il condominio non è più dalla parte dell’amministratore, e nemmeno l’inquilino Ferrara, in realtà, lo era. Lo è diventato quando il palazzo ha iniziato a traballare, per sostenerlo e soprattutto per trarne profitto portando a casa (nel vero senso della parola) in un sol colpo un assessorato e un seggio nel consiglio condominiale, libero di togliere il disturbo quando vuole…tanto, se crolla il palazzo, la colpa non sarà certo sua. Povero amministratore!
Molto mestamente è costretto a firmare una cambiale politica in favore del nuovo inquilino per scongiurare che il palazzo crolli come un castello di carte: il giocattolo si è rotto, è andato in frantumi, non riesce a resistere alla voracità di inquilini che si definiscono “responsabili”! Povero amministratore!
Ci ha promesso la luna, ci ha riempito la testa di “Si cambia davvero”! E cosa è cambiato? Nulla in positivo, ma molto in negativo! La gente, ormai, se n’è accorta e ravveduta. Ha iniziato a capire i che grandi progetti e le solenni promesse annunciate in campagna elettorale non vedranno mai la luce nel nostro piccolo palazzo, ancora una volta gestito male, in maniera superficiale ed approssimativa.
Ha iniziato a capire che Angri è ridotta a un condominio chiassoso e litigioso, perché abbiamo un sindaco che nei nostri confini è padre-padrone, fuori è un perfetto sconosciuto, incapace di farsi valere quando sono in gioco il bene e la dignità di Angri! Un condominio isolato, ormai surclassato da realtà limitrofe di poche migliaia di anime che fino a pochi anni fa ci definivano fiore all’occhiello dell’Agro e ci deridono per l'amministratore che abbiamo scelto due anni orsono!
Cari angresi, il giocattolo si è rotto, impossibile negarlo. Eppure c’è ancora chi ha voglia di divertirsi con i suoi cocci sulle spalle della nostra dignità. Per quanto, ancora, li dovremo sopportare? Nova Luce
