Nuova esumazione d’ufficio all’interno del cimitero. Lo sfratto in questione segue giá altri compiuti nel corso di quest’ultimo anno. Questa volta potrebbe toccare alla salma di Rosina Pauciulo, deceduta il quattordici ottobre del 2003. Sullo sfondo i

problemi per le nuove inumazioni che starebbero spingendo l’Ente ad agire d’ufficio. L’obiettivo è fare posto ad altri defunti.
Sono trascorsi, infatti, gli otto anni previsti per legge dopo i quali i resti possono essere rimossi per fare spazio alle inumazioni di altri cittadini scomparsi. Il ministero della Salute sin dal 1999 ha ridotto ad otto anni le esumazioni a partire dalla data della sepoltura.
Un lasso di tempo ritenuto congruo per dare vita a specifici turni di rotazione per le fosse di inumazione. Una decisione evidentemente non rinviabile, sebbene dolorosa. I resti, se non reclamati dai familiari, verranno racchiusi a carico del Comune in un cassettino di zinco e posti nell’ossario comune.
Nell’atto è scritto che «il giorno 28 dicembre 2011 si procederá d’ufficio alla esumazione della salma di Rosina Pauciulo con addebito ai congiunti delle spese relative alla esumazione». Gli eredi potrebbero ancora intervenire per concordare con gli uffici preposti le necessarie procedure da adottare.
Una vicenda toccante, ma a quanto pare inevitabile e che tocca un nervo scoperto. Il cimitero, sebbene cresciuto notevolmente in questi anni, starebbe assistendo comunque ad una progressiva riduzione delle aree da destinare ai nuovi sepolti. A pesare sia l’organizzazione interna che ha lasciato spazio alla crescita di strutture monumentali, che la quasi totale assenza della pratica della cremazione. Pippo Della Corte
