Nella fase storica che viviamo sono tante le cose che ci si augura di superare, una tra tutte la degenerazione populista del pensiero politico. In questi anni si sono creati dei mostri, sullo sfondo di una drammatizzazione del contesto sociale che doveva essere funzionale all’arrivo del salvatore della patria di turno. I danni si sono visti e si stanno vedendo a tutti i livelli. La contrapposizione
società politica-società civile, che tanta parte ha avuto nel declino della Prima Repubblica in Italia, ha trasferito i semi del populismo anche nell’area di sinistra, alimentando sentimenti antipartitici. Non essere ispirati da una vocazione alla politica e non essersi mai occupati di politica sono diventati fin troppo spesso un inaccettabile titolo di merito. Per rimanere al nostro contesto cittadino e a quello del mio partito in particolare, mi auguro di non assistere nei prossimi giorni, in conseguenza delle giuste e doverose precisazioni del presidente e del segretario cittadino, ad una contrapposizione partito-singoli che risenta di questa pesante eredità culturale. Temo che lo schema possa essere quello di chi, meditando scelte di parte e non di partito, giustifichi la propria precisa volontà di rottura con accuse contro un gruppo dirigente colpevole di chissà quali nefandezze, equilibrismi ed accordi sotterranei e inconfessabili agli elettori. Svilire un partito e sparare nel mucchio per rilanciare e sparigliare è un’ infelice pratica già vista e già sentita, che non è utile a nessuno. Mi auguro che ci si renda tutti conto che è il momento di smettere di praticarla. Il Partito Democratico deve prendersi l’impegno di assicurare sempre la trasparenza dei suoi processi decisionali, tutto il resto è noia! In questo momento bisogna lavorare alla costruzione di proposte forti e di compagini politiche in grado di portarle avanti, sulla base della chiarezza dei comportamenti e delle idee. Non si mette assieme tutto e il contrario di tutto, in nome dell’antimaurismo(ieri antipostiglionismo). Se in questo paese si continuano a fare le guerre di religione(quando non ci si limita addirittura agli inciuci), non ci si potrà lamentare del mancato raggiungimento di più avanzati livelli di civiltà.
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