Tomba profanata al cimitero di Angri. Nel giorno in cui si celebra la festa di Ognissanti, sale agli onori della cronaca una storia ed una testimonianza a tinte assai fosche. A raccontare l’inquietante vicenda è il cinquantatreenne angrese A.M., cognato del defunto, cui è stata oltraggiata la lapide. I segni dello scempio risultano evidenti dal corredo fotografico allegato alla denuncia.
“Sono molto devastato, -spiega A.M.- per molte notti non sono riuscito a dormire. Stavo già male per la scomparsa di un mio caro, e questi gesti vandalici hanno peggiorato la mia condizione. Quando ho visto con i miei occhi i segni della profanazione, tutto mi è sembrato inspi
egabile e incredibile.” Il cinquantatreenne, che appare visibilmente scosso e turbato, esclude che si tratti di un’azione mirata, ma suppone che si sia scelta una tomba a caso.
“Mio cognato -racconta A.M.- era un sordomuto, ed era molto apprezzato e rispettato. In tanti si fermavano con lui, gli offrivano il caffè, insomma tutti gli volevano bene. Anche oggi sento ancora persone che parlano con stima di lui, e che lo ricordano con affetto.” Il predetto auspica che si prendano dei provvedimenti, affinché a nessuno tocchi più la medesima triste sorte. Infatti dopo aver denunciato tutto ai Carabinieri di Angri, guidati dal comandante Egidio Valcaccia.
A.M. fa appello al sindaco Pasquale Mauri e al consigliere delegato ai servizi cimiteriali Pasquale Russo, per scongiurare l’ipotesi che tali atti vandalici, con effetti tragici ed allarmanti, si ripetano nel tempo. I riflettori restano accesi, quindi, sul cimitero cittadino, poiché non è la prima volte che nella città doriana si sente parlare di questi deprecabili avvenimenti, che hanno scosso e suscitato lo sdegno dell’intera opinione pubblica locale. Non si tratta, infatti del primo raid vandalico, perciò il sindaco ha annunciato che verranno presi dei provvedimenti.
“Considero gli autori di questi atti vandalici la vergogna di Angri, -dichiara Pasquale Mauri- nei prossimi giorni per ripristinare la sicurezza nel cimitero sarò costretto a far istallare un sistema di videosorveglianza, sperando che, così, eventuali malintenzionati si astengano dal porre in essere le loro macabre intenzioni.” Tuttavia, va precisato, che Angri non è l’unica città in cui succedono tali spiacevoli situazioni, casi analoghi, infatti, si rinvengono in altre comunità dell’Agro. Maria Paola Iovino

