Precipitano i rapporti tra il sindaco di Angri, Pasquale Mauri, presidente del consiglio, Arturo Sorrentino, fuoriuscito dalla maggioranza per creare il nuovo gruppo Indipendenti per Angri. Dopo le imbarazzanti stoccate lanciate nel civico consesso, è indubbio che tra i due sia calato il gelo.
Tant’è che circolano indiscrezioni, sempre più insistenti, sulla volontá della maggioranza di chiedere una mozione di sfiducia per il presidente Sorrentino. «Per la terza volta il presidente del consiglio Sorrentino, nonostante l’indennitá che percepisce, -dice Mauri- fa ritardo al consiglio comunale, e se non ci fosse stato il senso di responsabilitá del vicepresidente, Marcello Ferrara, un consiglio comunale di un’importanza vitale non si sarebbe potuto svolgere.
Attiveremo tutte le procedure consequenziali per garantire la democrazia, il confronto, e la partecipazione. Sorrentino è entrato in un meccanismo di non ritorno. Tutto questo verrá esaminato dalla maggioranza, perché chi deve rappresentare il governo non può essere di ostacolo, ricorrendo a mezzucci per frenare la crescita ed i lavori del consiglio comunale».
Mauri rompe così il silenzio, e non nasconde gli attriti e le antinomie con il nuovo gruppo consiliare. Il presidente del consiglio comunale chiarisce la sua posizione d’imparzialitá, sicuro che il primo cittadino, alla luce dei verbali, non può avere elementi per una mozione di sfiducia.
«Non ho mai mostrato parzialitá all’interno del consiglio, -ribatte Arturo Sorrentino- ora sono costretto ad obiettare alle accuse di Mauri perché non ho mai avuto un atteggiamento ostativo nei confronti di nessun gruppo consiliare. Sono tranquillo perché so che non possono dimostrare che non sono garante del consiglio, poiché non è così. Loro vogliono cambiare il regolamento». (m. p. i.)
