Dal giorno in cui per la prima volta mio padre mi portò in un’impolverata struttura, che poi ho scoperto essere il “campo sportivo”, ho cullato il sogno di vederti un giorno sfrecciare sui campi della vecchia serie C.
Un sogno che con il passare degli anni ho condiviso con tanti amici e conoscenti con i quali ho trascorso giornate intere a discutere, a parlare di calcio, a parlare dell’Angri.
Dalla rissa con il Leffe in coppa Italia, al poker di reti rifilato alla Giffonese, passando per emozioni indelebili vissute all’Arechi, al Piazza D’Armi di Nola, per finire il 29 maggio scorso nella vicina Sant’Antonio Abate. Estati vissute con il patema d’animo e con il solito interrogativo che accompagnava la sosta nella centrale piazza Doria: “C’iscriviamo, non c’iscriviamo…”
Quante volte ho sentito pronunciare questa frase, quante volte ho visto i volti scuri di quei tifosi veri per cui il cavallino grigiorosso esisteva 365 giorni all’anno.
Scrivo, mani sulla tastiera, con quaranta gradi, ma con il cuore gelato e una mente che non ha l'intenzione di arrendersi, non vuole, e non può farsene, una ragione.
Stento a crederci, vago per la casa, cellullare bollente, corpo raggelato. Non è possibile. Così non può finire! E, invece, la triste realtà dice questo: l’US Angri 1927 è diventata un triste ricordo!
Signori si scende, il cavallino rampante è giunto a fine corsa…tra l’indifferenza e l’immobilismo di chi doveva, di chi poteva fare di più…Il cavallino grigiorosso è stramazzato, è stato tradito dai figli delle sua terra. Tradito, abbandonato tristemente nel momento in cui penava per le sofferenze.
Ottantaquattro anni di storia se ne vanno in una bollente giornata di luglio, tra l’indifferenza della classe politica e la rassegnazione di una tifoseria spaesata e incredula quanto me.
Doveva essere un arrivederci, un semplice ciao, come si lasciano due amici di vecchia data, invece, si tratta di un addio perché il cavallino nella sua ultima corsa si è portato dietro storie di trasferte, di amicizie, di orgoglio, senso di appartenenza alla comunità. Il cavallino è arrivato al traguardo, ma stavolta ad attenderlo non c’è un gruppo caloroso e festante di persone, ma una fine malinconica, non meritata, imprevista.
Ciao cavallino, amico fedele di tante domeniche, compagno silenzioso che per anni sei stato al fianco di tutti noi angresi veri…Con Te vanno via i sogni di tre generazioni, con Te trascini sogni, speranze, emozioni e tutto quanto appartiene alla sfera dell’emotività.
Gioie e dolori al Tuo fianco, chilometri consumati, fiumi di inchiostro, metri di pellicole, tutto in nome di una semplice ma viscerale passione. Ciao cavallino, voglio ricordarti vincente in quella Tua ultima corsa su un campo verde.
Con le lacrime agli occhi e un cuore in frantumi, ho la presunzione di ricordarTi così!!! Corri cavallino grigiorosso, corri, va verso il Tuo amaro destino senza voltarti indietro, vedere gli occhi di chi Ti ha tradito farebbe ancora più male. Chi ti ha voltato le spalle non è degno di questa terra!!! Addio Cavallino Grigiorosso. Addio Unione Sportiva Angri 1927… luigi d'antuono
