Il futuro di Angri Eco Servizi torna al centro del dibattito cittadino dopo la pubblicazione della sentenza n. 1170/2026 del Tribunale Amministrativo della Campania – sezione staccata di Salerno in merito alla gestione dei servizi relativi ai rifiuti nella regione Campania.
Ad intervenire è l’avvocato Bruno Cirillo che manifesta forte preoccupazione per le possibili conseguenze del provvedimento.
«Restiamo in attesa di aggiornamenti ma la vicenda mi sembra simile a quella del dimensionamento scolastico con l’aggravante che in questo caso rischiamo di perdere anche la nostra società».
Secondo Cirillo, dopo aver perso il controllo dei costi e della TARI, il territorio potrebbe vedere sfumare anche la gestione diretta del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti. L’avvocato critica il modello degli enti sovracomunali definendolo un «carrozzone» destinato ad aumentare i costi e ad allontanare il potere decisionale dai cittadini.
Da qui la proposta di creare ad Angri un sistema autonomo finanziato con le risorse della TARI. Le alternative indicate sono due: affidare la gestione del sub ambito Settentrione interamente ad AES oppure dare vita a una «ribellione» istituzionale contro il soggetto gestore individuato tramite gara.

