Riceviamo e pubblichiamo – Ancora una volta, con estremo rammarico, rilevo la puerilità e la astenia di una opposizione politica cittadina ormai senza argomenti; al capolinea! Ad Angri, rispetto agli altri Comuni dell’Agro, si accusa soltanto oggi la nuova emergenza rifiuti. Forse qualcuno un po’ avulso dalla realtà, immagina di poter riferire falsità dicendo che i Comuni vicini sono più puliti. Non ho capito poi quali sarebbero le perplessità rispetto alla realizzazione del sito di stoccaggio, se si parla tanto per fare passerelle televisive o per proporre alternative legate alla diversa visione politica, come è giusto e democratico che sia. Per me è davvero un rompicapo! Ricordo poi che la gestione dei rifiuti, a breve, sarà di competenza della provincia, per cui ogni provvedimento di medio lungo periodo, spetterebbe proprio al pulpito da dove proviene la predica. Ma nonostante tutto, la Giunta e il Sindaco per quanto di competenza, stanno provvedendo solo ed esclusivamente nell’interesse di tutti noi Angresi.
Per cercare di volare leggermente più in alto, voglio ricordare sia al capogruppo PDL che al consigliere PD, che Nel 1975, l’allora Comunità Europea, oggi Unione Europea, fissò con la Direttiva n. 442 i principi che avrebbero dovuto regolare una corretta gestione dei rifiuti, stabilendo una gerarchia tra di essi. Al primo posto veniva la riduzione della produzione dei rifiuti, poi il riutilizzo e il riciclo della materia di cui sono composti; seguiva il recupero energetico.
Questa fase avrebbe dovuto riguardare solo il materiale non altrimenti recuperabile (frazione indifferenziata); per ultimo lo smaltimento finale, cioè la discarica, riservata esclusivamente ai residui dei precedenti processi. Merita un accenno la situazione critica della Campania. Mentre consistenti quantità di rifiuti indifferenziati rimangono stoccate per le strade, senza collocazione definitiva, in attesa della costruzione di nuovi impianti previsti, si protraggono gravi situazioni di tensione nella società civile, stanca di un’emergenza che dura ormai da troppo tempo. Il Piano prevedeva anche un forte incremento della raccolta differenziata nei comuni della Campania, con sanzioni gravi, fino al commissariamento, per quelli inadempienti. Il Piano è fallito dopo solo due anni!
La nuova direttiva europea sui rifiuti, del 19 Novembre 2008 n.98/CE, che l’Italia ha recepito con il Decreto Legislativo n. 205 del 3 dicembre 2010 è stata sollecitata dall’emergenza rifiuti in Campania, e ribadisce la gerarchia dei rifiuti che stabilisce in generale un ordine di priorità di ciò che costituisce “la migliore opzione ambientale nella normativa e nella politica dei rifiuti”. Se però il Governo continua ad affidare “l’emergenza rifiuti Campania”, nelle mani dell’esercito, ignorando il contributo di esperti internazionali, allora è difficile intravedere una positiva via di uscita da questa difficile situazione.
Una seria programmazione manca sia da parte della Provincia di Salerno sia da parte della Regione Campania che del Governo che continuano ad essere solo litigiosi, inconcludenti ed incapaci rispetto ad un problema così importante. Come si fa ad accusare un governo locale di problematiche di così grande spessore! Come si fa a non dare merito al Sindaco Mauri e all’amministrazione della programmazione di un sito di stoccaggio che permetterà una autonomia rispetto ai periodi emergenziali. Ma perché non avere la bontà di tacere, quando si è responsabili di una scellerata gestione della trascorsa emergenza rifiuti del 2007, quando l’attuale Consigliere di opposizione Squillante di concerto con la sua amministrazione, affidava la raccolta di tonnellate di rifiuti a società esterne che hanno fatto tredici con i soldi dei cittadini angresi!
Nessuno può avere la presunzione di riuscire a risolvere definitivamente i problemi dei rifiuti della regione Campania nel breve periodo; troppo è il tempo che occorre per individuare le variabile critiche “intangibili” e definirne una risoluzione condivisa. Ma ognuno di noi può dare il proprio piccolo ma decisivo contributo diventando da parte passiva investita dal problema rifiuti sul quale ricalca speculazione politica di basso rango, ad artefice della risoluzione del problema. Alfonso Scoppa
