La vicenda del cosiddetto parco urbano dell’Accoglienza, previsto sotto i piloni dell’Asse Attrezzato tra i Comuni di Angri e Sant’Antonio Abate, deve essere chiarita prima delle prossime elezioni amministrative. A sostenerlo è Bruno Cirillo, avvocato ed esponente del movimento civico “Più Uno”, che accende i riflettori su uno dei pochi interventi finanziati ottenuti dal Comune di Angri negli ultimi anni.
Secondo Cirillo, insieme al primo lotto della pedemontana e a risorse marginali per l’installazione di telecamere, il progetto del parco urbano rappresenta un’eccezione in un contesto segnato da occasioni mancate, nonostante l’ingente stagione di finanziamenti legata al PNRR e al programma europeo NextGenerationEU.
“Da quanto ho capito, insieme al finanziamento del primo lotto della cosiddetta pedemontana, sono gli unici finanziamenti (insieme a pochi spicci per l’installazione delle telecamere rispetto ad una realtà come Angri che ha un tessuto urbano di 14 km quadrati e una rete stradale che si sviluppa su una lunghezza di 50 km) ottenuti dal Comune di Angri rispetto ad occassioni incredibili perdute in un periodo storico di rigenerazione
urbana, economica e sociale finanziata non da ultimo dai fondi del cosiddetto PNRR – – prosegue Cirillo – i lavori finanziati dal programma UE NextGenerationEU che partivano da una base d’asta di 4.992.915,76 di cui 3.772.780,00 per lavori ed uero 1.220.135,76 per somme a disposizione dell’Amministrazione sono stati appaltati all’offerta economicamente più vantaggiosa presentata dal Gruppo Gallo, (nel 2023!) per euro 3.658.251,71 oltre oneri per la sicurezza pari ad euro 113.500,00 per un totale complessivo pari ad euro 3.771.751,71 oltre IVA. L’offerta tecnica presentata dal Gruppo Gallo ha ricevuto un punteggio pari a 90,00. L’offerta economica pari a 10,00″.
L’opera, con una base d’asta di quasi 5 milioni di euro, è stata appaltata al Gruppo Gallo per un importo complessivo di oltre 3,7 milioni di euro grazie a un’offerta tecnica valutata con il massimo punteggio.
Il nodo critico, però, riguarda la proprietà di alcuni terreni. “Risulterebbe che la proprietà di alcuni terreni su cui deve sorgere il Parco Urbano è appartenente a soggetti terzi per cui l’opera non sarebbe realizzabile. Ciò rappresenterebbe un danno incalcolabile per il Comune di Angri atteso anche e soprattutto il dato che sarebbero stati anticipati 800.000,00 euro al Gruppo aggiudicatario. Mi sono state date rassicurazioni informali sul fatto che la problematica è in corso di risoluzione” conclude Bruno Cirillo.
(foto tratta da Facebook)

