La Scuola Secondaria di I grado “Galvani Opromolla” di Angri (codice meccanografico SAMM29100D) esprime profonda preoccupazione alla luce delle recenti notizie relative al dimensionamento scolastico e alla concreta possibilità di uno smembramento della nostra istituzione.
La Galvani Opromolla è un’unica scuola, articolata in due plessi distanti appena 10 metri, che da anni operano come un sistema integrato e funzionale.
Condividiamo laboratori, palestra, teatro, mensa, spazi esterni; i docenti si spostano quotidianamente tra i plessi perché insegnano in classi di entrambi.
Siamo inoltre scuola a indirizzo musicale, con un progetto didattico unitario, riconosciuto e scelto dalle famiglie.
Alla luce di ciò, appare incomprensibile e inaccettabile che venga oggi riproposta dalla Regione un’ipotesi di dimensionamento sostanzialmente identica a quella che il Comune di Angri ha ritirato due anni fa, dopo le forti proteste della comunità scolastica, perché ritenuta inadatta e dannosa.
Com’è possibile che una proposta giudicata inadeguata dall’ente locale venga oggi ripresentata, ignorando le ragioni educative, organizzative e sociali già ampiamente espresse?
Le criticità di un eventuale smembramento
1. Un rischio identitario e didattico
La separazione dei plessi Galvani e Opromolla significherebbe spezzare un’unica realtà educativa, costruita nel tempo come modello innovativo e coerente.
In particolare, lo smembramento comporterebbe la perdita dell’identità musicale per uno dei due plessi, assegnando l’indirizzo musicale solo a Opromolla e privando il plesso Galvani di un’offerta formativa qualificante, con grave danno per studenti e famiglie.
2. Un impatto logistico e strutturale insensato
I due plessi sono topologicamente contigui, separati solo da un cortile, e condividono spazi e servizi essenziali.
Negli anni, grazie ai fondi FESR e FSE, la scuola è stata progettata e attrezzata come un sistema unitario. Una divisione renderebbe inefficiente e illogico l’uso di laboratori e tecnologie, disperdendo investimenti pubblici già realizzati.
3. Squilibri numerici e ricadute occupazionali
La divisione creerebbe due istituti con bacini d’utenza profondamente sbilanciati: uno sovradimensionato, l’altro strutturalmente fragile.
Questo comporterebbe, già dal prossimo anno scolastico, riduzione delle classi, esuberi di personale e docenti soprannumerari, con conseguenze gravi sulla continuità didattica.
La coesistenza forzata di istituti diversi negli stessi spazi comuni genererebbe inoltre una competizione artificiale e dannosa, a scapito degli studenti e delle famiglie.
4. Una proposta incoerente con le linee guida
La proposta regionale appare incoerente con i criteri di razionalizzazione della rete scolastica, che dovrebbero tenere conto della reale consistenza della popolazione scolastica, della continuità educativa e del patrimonio edilizio esistente, non di mere logiche numeriche.
La scuola non è una somma di plessi da ridistribuire, ma una comunità educativa viva, fatta di relazioni, progetti, professionalità e studenti.
Smembrare la Galvani-Opromolla non significa razionalizzare: significa indebolire.
Difendiamo l’unità della Galvani–Opromolla.
Difendiamo la continuità didattica dei nostri studenti.
Difendiamo il nostro indirizzo musicale
La Scuola Secondaria di I grado
Galvani Opromolla

