La gara con il Montemiletto ha sancito il distacco tra la società del tandem Anellucci-Giorgi e l’ambiente doriano. Poche decine di persone, in prevalenza familiari dei calciatori e addetti ai lavori, hanno assistito al match con gli irpini che si è disputato in un ambiente gelido ben lontano dal calore e della passione che il “Novi” è abituato a trasmettere a chi indossa la maglia del cavallino.
Un’indifferenza che nasce dalle aspettative deluse e da risultati che hanno relegato la giovanissima squadra nella paludosa zona playout. La frattura tra il club grigiorosso, tifosi e appassionati è un segnale pericoloso e i vuoti gradoni del “Novi” rappresentano un distacco fisico ma sopratutto emotivo verso una dirigenza tacciata di non aver rinforzato adeguatamente l’organico.
L’Angri negli anni passati è precipitata negli inferi del polveroso calcio di provincia ma ha sempre potuto avvalersi del sostegno della sua gente e di un interesse comunitario oggi non più riscontrabile nel contesto sociale.

