Prendo atto con sorpresa dell’immediato intervento sulle mie dimissioni da componente e presidente della Commissione d’indagine su Angri Eco Servizi, da parte del consigliere Scoppa, visto che la mia lettera era indirizzata ad altri (Sindaco e Presidente del C.C.); si vede che i vincoli di sangue e di appartenenza politica lo hanno talmente preso che lo inducono a considerarsi il vero padrone, più del sindaco zio, della commissione.
Ritengo di non meritare l’accusa di irresponsabilità e meschinità politica, anzi l’accettazione e la permanenza in commissione rappresentano la prova evidente di un atteggiamento responsabile, coerente e serio, come credo di aver dimostrato ogni qualvolta è stato possibile e come mi è stato riconosciuto pubblicamente, in alcune occasioni anche dalla maggioranza.
Al dr. Scoppa e ai cittadini voglio ricordare e precisare che ho assunto l’incarico nonostante che la deliberazione di consiglio comunale di istituzione della commissione era: – ampiamente estensiva dei compiti previsti dall’art. 23 del regolamento del Consiglio Comunale, che prevede che le commissioni d’indagine sono incaricate di effettuare accertamenti su fatti, atti,
provvedimenti e comportamenti tenuti dai componenti dagli organi elettivi, dai responsabili degli uffici e dei servizi, dai rappresentanti del Comune in altri organismi e non dalle aziende del Comune; – palesemente contraddittoria delle disposizioni del citato articolo 23, perché non è stato contestualmente designato il Presidente tra i commissari nominati dalla minoranza; – palesemente contraddittoria in quanto prevedeva una verifica contabile finanziaria e amministrativa, quindi tecnica e non politica, cioè limitata solo all’oggetto e non alla definizione dell’ambito come previsto sempre dall’art. 23; – palesemente contraddittoria in quanto nominava segretario uno dei soggetti dell’indagine (tanto è vero che la commissione ha dovuto perdere più di una seduta e dichiarare l’incompatibilità del segretario, in attesa del sostituto che non è mai arrivato); con queste premesse un consigliere irresponsabile e non degno di essere “rappresentante politico della nostra città” si sarebbe immediatamente dimesso;
il sottoscritto, invece, responsabilmente e silenziosamente, senza fare alcuna speculazione politica, ha tentato di rendere comunque la commissione operativa e coerente con quanto previsto dall’art. 23 del Regolamento del Consiglio Comunale di istituzione delle Commissioni d’indagine. Il consigliere Scoppa, nonostante avessi più volte espresso queste perplessità in commissione, ha tentato di imporre la sua restrittiva ed erronea interpretazione degli obiettivi della commissione (tra l’altro gli stessi già raggiunti con la relazione richiesta dal Commissario Straordinario ai Revisori dei conti dell’Azienda e che non si cita mai…) fino al punto da inviare ai componenti della commissione una nota con la quale si arrogava il diritto di stabilire che cosa la commissione dovesse fare o non fare.
Per quanto mi riguarda è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, in presenza anche dell’assoluta, mancata e oggettiva collaborazione da parte dell’amministrazione comunale.
A questo punto, se proprio dobbiamo parlare di fallimenti, questi vanno riferiti a chi prende lucciole per lanterne, a chi non vuole vedere le macroscopiche contraddizioni di una deliberazione nata per vendetta e inadatta a perseguire i nebulosi obiettivi che si volevano raggiungere, quindi pensata male e scritta peggio. Alla luce di quanto penso di aver chiaramente precisato, resto in attesa delle scuse da parte del consigliere Scoppa per le accuse gratuite e immeritate rivoltemi; scuse che, a parte il clima pasquale, avrei in ogni caso accettato, in considerazione della sua giovane età. Cosimo Ferraioli – Capogruppo consiliare PD-Centrosinistra.
