Francesco Rossi – La Stazione sperimentale per l'industria delle conserve alimentari di Angri rischia la chiusura: con una lettera aperta, la Pro Loco i
nvita il consiglio comunale ad impegnare della questione Regione, Provincia, Anicav, Coldiretti ed i rappresentanti istituzionali del territorio.
La missiva è stata scritta dal presidente della Pro Loco di Angri, Giuseppe Abate, per aprire una discussione sulla situazione della Stazione sperimentale per l'industria delle conserve alimentari, che rischia la chiusura, in virtù del decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito in legge il 30 luglio 2010.
Il provvedimento affida alla Camera di Commercio di Parma la gestione dei suoi compiti istituzionali. In sede di conversione, però, è stato sospeso l'articolo riguardante la soppressione della Stazione, affidandolo alla redazione di un successivo decreto interministeriale, a cura dei Ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Economia e delle Finanze.
«Non essendo la Stazione un ente economicamente deficitario – spiega Abate – e tenendo conto della non costituzionalità dell'affidamento alla Camera di Commercio di Parma, in contrasto con l'art. 2 della legge 580/1993, che impone limiti territoriali all'espletamento delle funzioni delle Camere di Commercio, non si riesce a comprendere come sia stata possibile l'inclusione nel decreto legge della suddetta stazione».
La Pro Loco evidenzia come in caso di chiusura della SSICA «Verrebbe meno un supporto importante per il settore agricolo, l'intera filiera agroalimentare e l'economia di tutto il comprensorio, perché le aziende agricole e le piccole e medie imprese sarebbero private di ricerca scientifica, innovazione tecnologica e quant'altro servirebbe al miglioramento delle loro funzionalità e dei loro prodotti». La lettera si conclude con l'appello al parlamentino cittadino di scongiurare l'ipotesi che possa svanire «Un patrimonio di inestimabile valore del nostro territorio».
