Quanto tempo ancora bisognerà aspettare per leggere e prendere atto dell’ennesimo, e annunciato, passaggio di sponda di altri consiglieri comunali? L’interrogativo appare di lecita provenienza considerato che a distanza di pochi giorni gli operatori dell’informazione e la cittadinanza sono stati sottoposti alla lettura di comunicati che hanno semplicemente ratificato i dubbi sulla coerenza politica di alcuni esponenti presenti nel civico consesso.
Le indiscrezioni, trapelate nei mesi passati, si sono rivelate fondate con la maggioranza di Mauri che si è arricchita di altri nobili figure che rendono più affascinante ed energica una compagine sfibrata che tra vicende giudiziarie e bocciature pubbliche si ritrova impelagata in una fase di stallo che ha prodotto un immobilismo amministrativo che perdura da qualche anno.
Le nuove facce della maggioranza avranno un compito non facile perché dovranno essere il valore aggiunto di un gruppo politico che si è impantanato nelle sabbie mobili dei proclami e nei pasticci di carattere amministrativo che potrebbero avere conseguenze per le iniziative assunte da “ex fratelli” che ora si ergono a giustizialisti isolati nella vana speranza di accattivarsi le simpatie di cittadini ed elettori ritenuti, a torto o a ragione, facilmente influenzabili.
Il mare della politica doriana è agitato, frutto di onde anomale che ancora riescono a far muovere qualcosa nonostante un piano di galleggiamento che avrebbe dovuto traghettare la città alle elezioni amministrative del prossimo anno.
Vincitori e vinti stentiamo a ritrovarli, ad etichettarli. C’è confusione, inquietudine e soprattutto indifferenza da parte di una larga fetta di cittadini che fonda la propria opinione sui fatti che accadono e non certamente su strumentali canalizzazioni di carattere politico. La roulette “casereccia” ha compiuto il suo giro lasciando emergere la sconfitta politica e amministrativa del sindaco Mauri, uscito dalle elezioni con una maggioranza “bulgara” e ritrovatosi, invece, a dare vita ad una mercificazione politica che dopo tempo è tornata in auge in città.
Una campagna acquisti semplice, fin troppo facile, che ha concesso al primo cittadino la possibilità di ottenere il massimo risultato senza richiamare le abilità aggregative-politiche. Le difficoltà della compagine di Mauri, però, sono ancora vincolate all’azione amministrativa, che tranne piccole eccezioni, si è limitata ad ereditare il piano di interventi disposto in precedenza dal commissario prefettizio, Bruno Pezzuto e dalla precedenti amministrazioni.
Esce sconfitto anche il principale antagonista del sindaco angrese, Antonio Squillante, attuale manager della sanità salernitana, che non ha saputo tenere blindata la compagine politica assistendo ad una emorragia di risorse umane che hanno portato uomini e donne a cedere al corteggiamento del primo cittadino.
Una grande confusione di matrice politica che si appresta a raggiungere l’apice nei mesi che precederanno la campagna elettorale con un Partito Democratico che strizza l’occhio a Mauri ma è ancora alle prese su cosa fare da grande. Fioriranno i progetti civici con aggregazioni variopinte destinate ad essere spazzate dai primi venti dell’inverno. Esce sconfitta la città che indifferente e insensibile lascia spazio a modesti personalismi che stanno facendo tracollare una comunità che deve riappropriarsi dei nostri spazi partorendo idee e progetti per il rilancio di una città divenuta un ingombrante contenitore di piagnistei e obiezioni, esclusivamente di matrice virtuale. Luigi D’Antuono
