Le aziende conserviere sono esentate dal pagamento della Tarsu se dimostrano di aver provveduto autonomamente allo smaltimento dei rifiuti speciali prodotti. E' questo il senso della sentenza n.404 depositata lo scorso quattro febbraio ed emessa dalla sezione numero 12 della Commissione Tributaria Provinciale di Salerno.
E' stato pertanto accolto parzialmente il ricorso della Feger spa, difesa dall'avvocato Marcello Fortunato riducendo gli importi pretesi da Comune e
Soget, per le annualità che vanno dal 2006 al 2011, da 1milione548mila euro (escluse le sanzioni) a 640mila euro. Di certo una buona notizia anche per tutti gli altri industriali.
L'impresa può, quindi, tirare un sospiro di sollievo avendo dimostrato che per i rifuti speciali prodotti per l'attività di lavorazione, trasformazione e conservazione del pomodoro, frutta e legumi provvede, come previsto per legge, all'autosmaltimento.
E' scritto, infatti, che "ai fini dell'esenzione del pagamento della Tarsu il produttore di rifiuti speciali deve sempre provare la sussistenza delle condizioni previste dalla norma per l'esonero".
Poi in maniera chiara: "La società ricorrente con la documentazione allegata ha adeguatamente dimostrato il possesso degli elementi previsti ai fini dell'esenzione restando incluse tra le superfici produttive di rifiuti speciali, in considerazione dello specifico tipo di attività svolta, le aree di lavorazione della materia prima, le aree di accumulo temporaneo del prodotto e l'area adibita a laboratorio e deposito di prodotti chimici.
Restano altresì escluse dall'imposta quelle superfici occupate da impianti tecnologici (macchinari ed attrezzature) trovandosi in obiettive condizioni di non utilizzabilità". In sostanza è passato il principio che nulla è dovuto al Municipio in termini di Tarsu allorquando per i rifiuti speciali lo smaltimento è a cura e spese del produttore e che nessun servizio di pulizia e ritiro rifiuti avviene nelle aree di lavorazione.
Un criterio fatto proprio dalla Commissione che ha determinato le aree tassabili a soli 14mila822 metri quadri individuandole in quelle "adibite a parcheggi e viabilità e quelle relative ai locali destinati a spogliatoi ed uffici". Un nuovo capitolo della querelle tra contribuenti Comune e Soget che segna un altro punto a favore dei ricorrenti. Pippo Della Corte
