L’obiettivo è ricompattare l’ambiente ritrovando il feeling con una frangia di tifosi che in seguito alla sconfitta di Sarno ha contestato l’operato dei calciatori esprimendo in maniera plateale il disappunto per la prova offerta dall’undici angrese allo “Squitieri”. L’atteggiamento di alcuni calciatori e l’amarezza per la sconfitta nella partita più importante di questa fase del campionato hanno contributo ad alimentare il malcontento di una fetta di
sostenitori. Prima di lanciarsi nella preparazione della prossima gara interna con la Mariglianese, la dirigenza, il tecnico e la squadra dovranno convincere l’opinione pubblica che il gruppo può ancora dire la sua in campionato anche in proiezione play-off.
A far scattare il campanello d’allarme non è stata solamente la sconfitta contro la capolista Sarnese ma gli ultimi risultati collezionati dalla squadra fotografano il momento poco redditizio della compagine del cavallino rampante che nelle ultime quattro uscite ha perso due scontri diretti, Virtus Scafatese e Sarnese, pareggiato con il Faiano e battuto il Sant’Agnello al “Novi”. Un bottino magro per una squadra che era riuscita a conquistare la vetta della classifica con una rimonta favolosa.
E’ lecito immaginare che l’undici del tecnico Di Nola stia pagando gli sforzi profusi nella rincorsa alla vetta con calciatori che hanno accusato anche un fisiologico calo di rendimento. Tuttavia, il calendario sembra strizzare l’occhio all’Angri ponendo sul cammino dei grigiorossi formazioni che albergano nella parte medio bassa della graduatoria.
A strigliare il gruppo è stato anche il direttore sportivo Francesco Vitaglione, in questi mesi lontano dai riflettori:” i calciatori debbano fare mea culpa perché devono essere ancora più cattivi e determinati poichè questa è una rosa costruita per vincere. In settimana pretendo il massimo dell’impegno da parte di tutti: ora bisogna pedalare a testa bassa cercando di fare più punti possibili fino al 9 aprile, giorno in cui tireremo le somme. Ieri in campo i nostri atleti hanno giocato con fair-play, cosa che non è stata fatta da alcuni calciatori avversari in determinate situazioni di gioco”. Luigi D'Antuono
