Risulta faticosa l’attività amministrativa portata avanti dall’amministrazione comunale di Angri, tanto da richiedere un aumento dei compensi per i prodigi assessori, consiglieri / commissari e, soprattutto, sindaco in testa. In tempo di crisi e di gabelle Soget, Mini Imu e quant’altro possa castigare le tasche degli angresi, i costi della politica locale lievitano di un 5%.
Tanto è il ritocco delle indennità degli amministratori tutti e non importa se qualcuno dei cittadini angresi vive di “sussistenza”. Secondo le stime elaborate, l’esborso per le casse municipali sarà pari a 182.816 euro. Sindaco, vicesindaco, assessori e consiglieri comunali si troveranno con
una “busta paga” più pingue.
L’atto ufficiale è una determina del settore affari generali. Calcoli macchinosi necessari a giustificare l’aumento che segue una precedente riduzione imposta a livello nazionale dalla Corte dei Conti. Gli importi sono calcolati anche in base al numero degli abitanti, nel caso specifico 33.811 come certificato dall’ufficio anagrafe.
È, infatti, scritto che “le indennità possono essere maggiorate del tre per cento perché la percentuale di entrate proprie risultanti dall’ultimo conto del bilancio approvato è uguale allo 0,79 e pertanto superiore alla media regionale dello 0,33” e che “le predette indennità devono essere aumentate di un ulteriore due per cento perché per il nostro Comune la spesa corrente pro capite risultante dall’ultimo conto del bilancio approvato è uguale a 628 euro, superiore alla media regionale di 419,50 euro”.
È ancora riportato che “le maggiorazioni di cui innanzi sono cumulabili per cui le indennità possono essere aumentate complessivamente del cinque per cento”. Per il primo cittadino, preso dalle fatiche fatte per “il bene del paese” spetta una indennità superiore a quella degli altri componenti della giunta e del presidente del consiglio, per lui 3270 euro mensili.
Per il suo vicesindaco, il dottore d’Antonio 1790 euro, assessori e presidente del consiglio comunale 1471 euro. Ai consiglieri comunali, invece, spetta un gettone di presenza per singola seduta pari a 34,16 euro.
Qualcuno su Facebook ha proposto al primo cittadino Mauri, e magari anche al suo vice sindaco di seguire l’esempio del sindaco Mauro Riccioni, primo cittadino di un paese in provincia di Macerata: sia lui che vicesindaco e consiglieri comunali hanno rinunciato all'indennità e donato tutto per l'assistenza agli anziani e la mensa delle scuole materne ed elementari. Per andare più vicino, anche gli amministratori della vicina Nocera Inferiore si sono ridotti le indennità. Sarebbe un bel gesto, una buona azione fatta a fin di bene, anche perché Mauri percepisce altri introiti, così come il suo esecutivo formato interamente da professionisti.
