Riceviamo e pubblichiamo – Egregio Sig. Sindaco, la irrituale lettera con la quale Lei convoca i consiglieri comunali con l’invito a farsi carico, nella loro qualità di rappresentanti del popolo liberamente eletti, della difficile fase politico-amministrativa che la nostra città attraversa, evidenzia, se ancora ce ne fosse bisogno, a noi e all’intera comunità, la natura qualunquistica del Suo messaggio. Lei comprende bene, per la Sua lunga militanza politica, che l’azione amministrativa è la semplice trasposizione pratica del confronto politico-programmatico tra forze politiche diverse ma anche tra sensibilità individuali diverse e a volte opposte.
L’appartenenza identitaria ad un partito, a uno schieramento, a un movimento è dato dall’insieme dei valori che si scelgono e si definiscono per
presentarsi al popolo ed essere da questo riconosciuti e votati. Questa identità è il presupposto necessario e indissolubile, per quanto ci riguarda, per poter esercitare il nostro mandato di consigliere comunale in piena libertà rivendicando le nostre convinzioni, non tacitando la nostra coscienza anche in difformità o in contrasto con le direttive dei partiti o schieramenti di appartenenza.
Al di fuori di questa logica, caro Sindaco, la mancanza del vincolo di mandato dei consiglieri comunali, sacrosanto per un regime democratico, al quale invita a far ricorso è solo opportunismo, trasformismo senza storia e senza dignità. L’autonomia del consigliere comunale, come Lei la definisce, diventa così arbitrio creando i presupposti per poter anteporre i propri interessi personali a quelli della comunità, proprio quello che Lei dice di voler scongiurare. In questo modo e con questo messaggio qualunquista nasce, si sviluppa e si afferma lo Scilipoti di turno.
Questo è quello che Lei cerca, non uomini liberi gravati dalla responsabilità della delega amministrativa che i cittadini hanno loro affidata. I consiglieri comunali ai quali Lei si appella sono individui che hanno una storia personale che li definisce per quelli che sono nella vita privata e nella società, hanno diversa sensibilità etica e morale, tutti comunque meritano il rispetto che gli deriva dal ruolo di eletti del popolo e che Lei non può impunemente svilire ricorrendo, con questa convocazione, alla più deleteria pratica consociativa.
Fungere da stampella alla Sua traballante scialuppa, stabilire un prezzo, questo è quello che Lei sta chiedendo, incurante della portata devastante e della drammaticità del Suo messaggio finalizzato esclusivamente al mantenimento del Suo potere personale. Noi non ci stiamo, non partecipiamo a nessun confronto che non sia pubblico e trasparente e che non abbia la sua sede naturale nel Consiglio Comunale. Continueremo a svolgere il ruolo che i cittadini ci hanno assegnato, con la responsabilità che fino ad ora ci ha contraddistinto operando per l’interesse esclusivo della comunità che rappresentiamo con dignità e decoro come cita la nostra Costituzione. I consiglieri comunali del gruppo PD-Centrosinistra Lina Recussi Cosimo Ferraioli
