“A giorni vi dirò che è il bugiardo!”. Ricordo ancora il messaggio postato dal sindaco Mauri su Facebook all’indomani del nostro articolo di denuncia sulle condizioni in cui versavano le zone attraversate dal Rio Sguazzatoio. Allagamenti, disagi, proteste, tutto documentato dagli articoli e dai video realizzati da quei giornalisti che a distanza di anni ancora non ne vogliono sapere di allinearsi al sistema. La reazione ai nostri servizi fu la solita di matrice “mauriana” con critiche feroci e la solita macchina del fango messa in moto quando qualcuno contrasta con le idee del palazzo.
A quelle critiche, il sottoscritto e i colleghi Luciano Verdoliva e Maria Paola Iovino, non abbiamo mai replicato, non certo perché eravamo in malafede o insicuri del nostro operato, ma semplicemente perché le critiche gratuite o le offese non hanno mai intaccato il lavoro che quotidianamente svolgiamo da anni. Siamo rimasti in silenzio, con eleganza, abbiamo sentito gli strali del primo cittadino e le dichiarazioni di qualche consigliere in cerca di visibilità per guadagnare, forse, una manciata di consensi.
Con il passare degli anni ho imparato che per svolgere la professione di giornalista bisogna aver pazienza, saper aspettare e non lasciarsi
prendere dall’emotività del momento. Il tempo è galantuomo e spesso lascia emergere verità che possono anche irritare chi dietro a proclami e voci fantasiose cerca di alterare la verità, la realtà dei fatti. Oggi, purtroppo, annotiamo l’ennesimo stato di disagio in cui versano numerose famiglie messe in ginocchio dagli allagamenti prodotti dal Rio Sguazzatoio. Stavolta, però, non si può negare l’evidenza perché l’acqua non può sparire o essere nascosta in un fardello di promesse e di proclami.
L’acqua c’è! Il disagio anche e purtroppo nemmeno i video maker più esperti o i media allineati al sistema possono nascondere la vergogna che colpisce una parte del territorio angrese. I giornalisti, oggi come due anni fa, hanno rappresentato la verità dei fatti e allora a finire sul banco degli imputati è finito l’ente Regione generando la reazione del sindaco Mauri: “Se non ci saranno immediati interventi da parte della Regione e di tutti gli enti preposti alla tutela dell'assetto idrogeologico sono disposto a consegnare la fascia di primo cittadino nelle mani del prefetto”.
Parole ad effetto spesso pronunciate solo nell’intento di suscitare la morbosità dei media e scaricare qualche responsabilità. Il sindaco annuncia le potenziali dimissioni? Beh, un sussulto che da cittadino angrese potrebbe anche rendermi orgoglioso, però, allo stesso tempo mi induce ad un’attenta riflessione: perché il sindaco, indagato per corruzione aggravata, non ha annunciato le dimissioni per il caso Soget dove è stata inoltrata, e respinta, addirittura la richiesta di arresti domiciliari??? Luigi D’Antuono
